[Stml11] 10.08 – Mouri - L'anti-Cura
Bryn Lwellelyn
bryn.lwellelyn a gmail.com
Lun 15 Lug 2019 10:32:36 CEST
Letto questa mattina. A me sembra che così vada bene. Sentiamo anche il
parere degli altri.
Il sab 13 lug 2019, 16:47 Marco Calandri <cesare.mouri.sf a gmail.com> ha
scritto:
> Ciao,
>
> ho provato ad agiornare il brano
>
> Per il Klingon c'è da dire che nel brano precedente si dice che forse
> era morto (De Rais lo dice) ma non c'è la certezza per cui avevo
> ipotizzato che fosse ancora vivo.
>
> Per la localizzazione del Klingon concordo che sarebbe facile
> individuarlo ma ci sono due punti da considerare:
>
> - Malfunzionamenti dei sensori (forse opera di Grandis)
> - Chi ha preso il controllo della nave sono poche persone. Per cui è
> dificile credere che la nave sia alla massima efficienza.
>
>
>
>
> Luogo e tempo sconosciuto
>
> Aveva creduto nella Cura.
>
> Ci aveva creduto con tutto sé stesso nell’Ideale di proteggere le
> peculiarità e le caratteristiche delle varie razze della Federazione.
> Odiava la globalizzazione in cui stava evolvendo la civiltà e temeva gli
> effetti della perdita culturale.
>
> Ciò l’aveva avvicinato alla Cura. I suoi membri più importanti l’avevano
> contattato e fatto entrare nell’organizzazione.
>
> Avevano steso tappeti rossi e promesso incarichi importanti e Alphonse
> Grandis aveva accettato tutto ciò sposando gli ideali portati avanti dalla
> Cura.
>
> Alphonse aveva rapidamente scalato l’organizzazione e grazie alle sue
> abilità era diventato il numero tre in un solo anno. Si era fatto paladino
> di tutte quelle usanze, modi di fare, tradizioni e comportamenti delle
> varie razze della Federazione
>
> Poi c’era stata la rottura con la Cura.
>
> La Cura era diventata violenta. Aveva deciso di armarsi e colpire al cuore
> la Federazione per perseguire i suoi scopi. Alphonse non poteva minimamente
> accettarlo e tollerarlo. Voleva proteggere le culture della Federazione
> scatenando un forte cambiamento nella civiltà ma non poteva accettare di
> creare il suo sogno con la morte di milioni di persone.
>
> Il capo della Cura, il numero 1 avrebbe scatenato una guerra civile,
> avrebbe messo in ginocchio l’intera Flotta Stellare e distrutto la
> Federazione.
>
> Quando scoprì ciò, Alphonse provo un senso di ribrezzo e un forte disgusto.
>
> Si sentì tradito e ingannato.
>
> Dopo una sofferta ragionamento prese la sua decisione e si rivoltò contro
> la Cura.
>
> Nella sua vita precedente era stato un ufficiale dei servizi segreti e
> inscenare la sua morte fu piuttosto semplice.
>
> Si nascose e attese.
>
> Attendere era il suo forte. Come un predatore sapeva attendere il momento
> giusto per colpire con la massima forza per creare il massimo danno.
>
> Nella penombra del suo nascondiglio attese, ponto a colpire.
>
>
>
> USS Tokugawa Hangar 09 aprile 2399 - ore 12:33
>
> Il grosso dell’equipaggio era stato radunato nell’hangar principale ed era
> decisamente irrequieto. Correvano infatti migliaia di voci sulla sorte del
> capitano Hesse e degli altri ufficiali superiori. C’era chi era rimasto
> inorridito nello scoprire che il loro comandante aveva avuto una parte
> attiva nell’attentato. Tuttavia la maggior parte dell’equipaggio era
> concorde nel pensare che il capitano fosse innocente. Erano i marinai e gli
> ufficiali che erano da più tempo sulla nave ed erano quelli che conoscevano
> meglio Hesse e lo staff di comando.
>
> Cosa che innervosiva ulteriormente era la presenza di guardie armate tutto
> attorno a loro. Facevano anche loro parte della Flotta ma erano
> pesantemente armati con fucili phaser tipo 3 e li guardavano con fare
> minaccioso.
>
> C’era qualcosa di strano in loro. L’equipaggio aveva difficoltà a stabilire
> che cosa non andava: era come se fossero membri della flotta stellare ma al
> contempo non lo fossero.
>
>
>
> USS Tokugawa Alloggio del capitano Hesse - ore 12:34
>
> Hesse era nel suo alloggio.
>
> L'ultima cosa che si ricordava era l'inaspettato attaco a tradimento che
> aveva subito poi il buio più totale.
>
> A ridestarlo era stato una sensazione di freddo sulla giancia.
> Lentamente aveva ripreso i sensi. Con enorme fatica si alzò e lottò
> contro il senso di vertigine. Barcollò ma riuscì a riprendere il controllo
>
> Che cosa stava succedendo? Si chiese.
>
>
> La situazione era precipitata troppo presto. Avevano scoperto che
> l’attentatore era in realtà un comandante della flotta stellare e che
> questi era stato molto probabilmente ucciso.
>
> Poi delle forze speciali erano salite a bordo e avevano messo l’intera nave
> sotto la legge marziale.
>
> Troppe cose non quadravano e non lo convincevano affatto.
>
> Iniziava a sospettare che chi aveva assunto il comando della nave non erano
> leali alla Federazione. Tuttavia trovava difficile crede che qualcuno
> stesse per ammutinarsi e tradire la Flotta Stellare.
>
> Era difficile e doloroso crederlo eppure doveva constatare che tutte le
> prove conducevano lì.
>
> Decise allora di scoprirlo e di agire in contro piede contro chi aveva
> preso il comando della nave.
>
> Cercò per diverso tempo nel suo alloggio qualcosa che potesse aiutarlo,
> tuttavia il replicatore era scollegato e tra i suoi effetti personali non
> c’era nulla che potesse aiutarlo.
>
> Stava armeggiando con una vecchia statua per ottenere una specie di clava
> quando sentì dei rumori forti e delle urla.
>
> Incuriosito si avvicinò alla porta pronto a colpire. Giunse a pochi passi
> quando essa di aprì di scatto.
>
>
>
> USS Tokugawa Ponte 1 – Plancia 09 aprile 2399 - ore 12:34
>
> De Rais era infastidito. Molto irritato. Aveva preso il comando della nave
> ma ora stava registrando diversi malfunzionamenti. Se la sua azione non
> fosse stata così fulminea avrebbe pensato che si trattasse di un sabotaggio
> degli ufficiali superiori.
>
> “Come è possibile?” Chiese l’umano furioso al suo agente al tattico.
>
> “I sensori interni hanno dei malfunzionamenti… non capisco.” Rispose
> l’addetto.
>
>
> "Non capisci?"
>
> "I sensori erano in manutenzione quando abbiamo preso il controllo della
> nave e ora li sto ricalibrando... a fatica è come se fossero stati
> sabotati."
>
>
> De Rais fu sul punto di scatenare la sua furia ma nel mentre arrivo una
> seconda brutta notizia:=^=Sala macchine a plancia:=^=
>
> “Cosa c’e?” Tuonò.
>
> =^=Abbiamo delle difficoltà a tenere la curvatura… siamo in pochi quaggiù
> per manovrare una nave stellare.=^=
> de Rais batté il pugno contro la console. ”Questo è inaccettabile, se
> veniamo raggiunti da una nave di lealisti ci faranno a pezzi.”
>
> =^=Lo so signore ma non posso farci nulla.=^=
>
> “Bene liberate l’ingegnere capo e fatevi aiutare da lui.” Rispose secco il
> facente funzione di capitano.
>
> =^=Si signore.=^=
>
> De Rais chiuse la comunicazione e guardò l'ufficiale al tattico iluale
> rispose:" I sensori sono nuovamente in linea... acidenti, rilevo senali
> vitali Klingon vicino ali alloggi degli ufficiali."
>
>
>
> USS Sengoku Ponte 1 – Plancia 09 aprile 2399 - contemporaneamente
>
> “Ci siamo quasi.” Disse Vlad.
>
> “Manca poco al redez vous?” chiese Lory.
>
> “Sì.”
>
> Lory inspirò fortemente e una strana angoscia pervase il suo essere.
>
> Si chiese se stava percorrendo la strada giusta.
>
> Sapeva che appena giunto all’incontro Vlad avrebbe giustiziato tutti i
> membri dell’equipaggio lealisti della Sengoku per ingraziarsi il numero 1
> della cura.
>
> Il fine giustificava i mezzi si chiese più volte.
>
> Eppure non poteva accettare di realizzare gli ideali del suo amator Carl su
> un mare di sangue.
>
> Se avesse avuto un’altra possibilità… .
>
>
>
> USS Tokugawa Alloggio del capitano Hesse - ore 12:35
>
> Stava armeggiando con una vecchia statua per ottenere una specie di clava
> quando sentì dei rumori forti e delle urla.
>
> Incuriosito si avvicinò alla porta pronto a colpire. Giunse a pochi passi
> quando essa di aprì di scatto.
>
> La porta si spalancò di colpo e Hesse riconobbe immediatamente il volto
> dell’investigatore Kret'Aq. Il Klingon era ferito, sudato con tutti i
> vestiti rovinati. Sembrava che avesse appena finito di lottare contro un
> formidabile avversario.
>
> I due non fecero tempo a dire nulla. Si sentì un rumore di scarica
> energetica, un forte odore di ozono e una piccola esplosione che illuminò
> l’ingresso.
>
> Kret'Aq urlò di dolore e cadde a terra.
>
> A Hesse cadde la statuetta dalle mani. Sia il Klingon che l’oggetto caddero
> a terra nello stesso istante.
>
> Il capitano capì subito che era morto, colpito alle spalle da una scarica
> di phaser settata su uccidere.
>
> Arrivarono quasi subito due guardia.
>
> Una puntò l’arma fumante contro Hesse il quale alzò subito le mani in segno
> di resa.
>
> L’altra portò via il Klingon e uscì.
>
> La guardia con il fucile phaser disse: “Questo succede a chi non ci
> ubbidisce, faccia attenzione capitano Hesse.”
>
> Detto uscì e sigillò la porta.
>
> Hesse rimase solo e in silenzio per diversi minuti. Come potevano dei
> membri della flotta stellare agire in quel modo? Si chiese sconcertato dal
> comportamento delle guardie.
>
> Inaspettatamente arrivò la risposta.
>
> “Loro sono delle bestie… questi sono i loro modi di fare.”
>
> Una figura emerse dalla penombra.
>
> Hesse si voltò a guardarla.
>
> Era un umano sui quarant’anni. Vestito di nero scuro. Si avvicinava
> lentamente al capitano dicendo:” Ho approfittato della confusione per
> introdurmi da lei capitano Hesse, il mio nome è Alphonse Grandis.”
>
> Il capitano cercò di allungare una mano per riprendere la statuetta, il suo
> unico strumento di difesa.
>
> Alphonse capì subito l’intenzione del capitano e sorrise dicendo: ”Non si
> preoccupi capitano Hesse non sono un nemico ma bensì un alleato. Sono qui
> per aiutarla a riprendersi la sua nave.”
>
> Hesse lo squadrò per un lunghissimo istante come per cercare di leggergli
> nell’anima: ”Sei della Cura?”
>
> Grandis scosse il capo dicendo: “Facevo parte della Cura, ma non ho
> accettato i loro metodi.”
>
> Hesse fece la domande che da tempo gli vorticava in testa:”E’ la Cura che
> ha preso la mia nave?”
>
> “Sì sono loro e io sono qui per aiutarla a riprendere il comando… io sono
> l’anti Cura.”
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