[Stml17] Basta - 02 - 02: E ora cosa gli diciamo ai romulani?

Silvia Brunati sbrunati a gmail.com
Mar 14 Lug 2015 13:50:09 CEST


Eccolo!

Critiche e commenti sono ben accetti! :)

Silvia

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*Brano: 02-02*

*Titolo: E ora cosa gli diciamo ai romulani?*

*Autore: Lon Basta*

*Brano precedente: Del come e del perché ci ritroviamo con una navetta
conficcata in Sala Macchine*

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*Accademia della Flotta Stellare - Flashback*



L’istruttore rimase in silenzio, le mani sui fianchi, a fissare il corpo
del cadetto privo di sensi, poi trasse un profondo respiro e sollevò lo
sguardo per fissare il betazoide.

“Si spieghi”, ogni parola era accompagnata dalle strie grigie che
solitamente portano alla tempesta.

“Il cadetto Bueller si rifiutava di abbandonare la plancia quando era
evidente che la nave era perduta”.

“E quindi lei lo ha colpito”.

“Si”.

“Sul mento”.

“Si signore”.

“E come…”

“L’ho colto di sorpresa”.

“Capisco, poi?”.

“L’ho portato di peso alla navetta”.

L’istruttore inspirò di nuovo a fondo, poi scosse la testa.

“Si rende conto che in una situazione reale sarebbe insubordinazione?”

“Il mio compito era quello di tenere in vita le persone di cui ero
responsabile signore, la stupidaggine non è una scusa per far valere un
grado”.

Un colpo di tosse provenne dalle spalle del betazoide, riflessi di un verde
brillante si mescolarono al grigio sempre più intenso proveniente
dall’istruttore.

“Se ne vada cadetto, tutti voi, andatevene, la lezione è finita”.

Senza farselo ripetere due volte, tutta la classe si diresse rapidamente
verso l’uscita della sala ologrammi.

“La stupidaggine non è una scusa per far valere un grado?”

“Già”, Lon si girò verso Melanne ed il sorriso che lei tentava inutilmente
di nascondere.

“Se lo fai anche con me, la prossima volta che vieni a chiedermi di
rattopparti te ne farò pentire”.

“A te basterebbe stordirti”.

Melanne gli lanciò un’occhiata scandalizzata e fece appena in tempo a
cogliere un lampo divertito negli occhi del betazoide.

“Gli dovrai chiedere scusa lo sai vero?”

“Al tenente Graz?”

“Non fare il finto tonto, Lon! A Bueller”.

“Vedremo”.



*U.S.S. Hope – Plancia – 30 dicembre 2394 - Ore 13:00*



“Situazione”. Ordinò Bueller. Funzionava sempre chiedere la situazione,
aiutava a prendere tempo e a ritrovare il controllo.

“E’ quella che vede capitano”, rispose Luna mentre si scostava per dargli
il comando, “sono comparsi all’improvviso, probabilmente erano occultati,
non sembra ci abbiano ancora rilevati, non ci hanno contattati”. Bueller si
girò a guardarla, avevano affrontato insieme migliaia di simulazioni,
alcune non dissimili da quella, ma entrambi sapevano che non erano reali,
ora invece era tutto diverso, quelli erano veri romulani. Luna ricambiò il
suo sguardo con fermezza: “mi metto al lavoro per capire come portare fuori
la nave intatta da questa situazione, qualcuno mi dia i dati precisi della
nebulosa!” Ordinò portandosi alla sua postazione come se fosse pronta a
tutto. A Ferris bastò.

“Nel frattempo manteniamo basse le emissioni della nave il più basse
possibile. Signor Tucci?”

L’ufficiale scientifico fissava lo schermo come rapito, le dita della mano
destra si muovevano leggermente come se stessero seguendo il tempo di una
musica silenziosa, “delle emissioni sarebbe meglio si occupasse la sezione
ingegneria", rispose distrattamente dopo qualche secondo. Doohan, già al
lavoro, gli lanciò un’occhiata sconcertata.

“Signor Tucci?”

L’ufficiale scientifico riportò finalmente l’attenzione su di lui.
“Capitano?”

“La nebulosa, ci proteggerà?”

“Er… Dovrebbe, a meno che non fossero già qui quando si è verificato, ehm,
l’incidente e che ci abbiano seguito fino alla nebulosa, o che noi abbiamo
lasciato una traccia troppo evidente nel raggiungerla e che sia visibile
anche attraver…” si interruppe arrossendo sotto lo sguardo del superiore
“ci proteggerà, ma devo fare un po’ di calcoli”.

Bueller contò fino a dieci ed emise un lungo sospiro, alle sue spalle
all’improvviso a Basta venne in mente il tenente Graz. “Li faccia in
fretta,” concluse il capitano alla fine spostando l’attenzione sul primo
ufficiale, “suggerimenti?”

In quello che ormai era un gesto abituale, l’andoriana portò le mani dietro
la schiena e le antenne arretrarono lentamente a seguire il movimento delle
spalle che si raddrizzavano, “prendiamo tempo, scopriamo quello che è
successo”.

Bueller spostò lo sguardo sulla dottoressa: “Il suo paziente è in grado di
parlare?”

Melanne Grahan scosse la testa incerta, “Per pochi minuti, non di più”.

“Ce li faremo bastare, signor Rest, signor Basta, portatemi delle risposte”.

Il betazoide fissò il vulcaniano come se volesse dire qualcosa e ricevette
in cambio il sollevarsi appena accennato di un sopracciglio, serrò perciò
le labbra e chinò leggermente il capo. “Si signore”.

Bueller sentì a mala pena la porta chiudersi alle loro spalle, con lo
sguardo fisso sul falco da guerra romulano si domandava se avrebbe dovuto
avvertire il capitano Strauss.

==^== Bueller a Caytlin, consigliere? Come se la cava con i romulani?==^==



*U.S.S. Hope – Turboascensore – 30 dicembre 2394 – Pochi minuti dopo*



Nel silenzio più totale Melanne si studiò le dita. Alla sua sinistra,
impassibile, Lon fissava le porte del turboascensore, alla sua destra Rest
manteneva un’espressione di tranquilla indifferenza. Il betazoide era un
maestro nel far sentire le persone a disagio e, anche se funzionava
benissimo con lei, la dottoressa dubitava fortemente avesse lo stesso
successo sul vulcaniano. Si schiarì perciò la gola corrugando leggermente
la fronte.

“Come volete procedere?” Chiese al vuoto.

“E’ lei il tattico,” a quella frase, pronunciata con freddezza, Melanne
roteò gli occhi verso l’alto e guardò il vulcaniano che imperturbabile
annuì come se Basta avesse di fatto passato il comando a lui.

“Sarebbe meglio che io facessi le domande e lei studiasse le reazioni del
presunto ‘signor Sten’, non dovrebbe essere difficile per lei capire se ci
nasconde qualcosa”.

“Già”.

Oh santa pazienza! Melanne si trattenne a stento da dare una gomitata al
betazoide.

“Vi pregherei di non pressarlo troppo, non vorrei essere costretta ad
operarlo di nuovo”.

“Non accadrà dottoressa”, rispose tranquillo Rest continuando a fissare
Basta e Melanne si domandò quanto tempo avrebbe ancora impiegato il
turboascensore ad arrivare a destinazione, “sono certo che io ed il signor
Basta riusciremmo ad ottenere le informazioni che ci servono senza alcun
problema”.

“Assolutamente”. Confermò Basta senza distogliere lo sguardo dal vulcaniano.

“Perfetto”. Commentò acida Melanne.

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