[Stml17] [07.08] La storia siamo noi.. ma nessuno lo sa
Ilenia De Battisti
fulmine791 a gmail.com
Mer 28 Giu 2017 22:00:59 CEST
Salve a tutti,
vi invio il mio brano e spero possa piacervi.
buona lettura
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Brano: 07.08
Titolo: La storia siamo noi.. ma nessuno lo sa
Autore: Tenente junior grade Rest figlio di Retok (Ilenia)
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USS Hope - Plancia
DT 03/03/2314 ore 23.32
Rest era ancora silenzioso, osservando gli altri colleghi presenti in
plancia con il suo tipico sguardo completamente privo di qualsivoglia
emozione, per poi soffermarsi sulla consigliera, Caytlin: non era un
mistero per nessuno che per tutto il periodo in cui avevano prestato
servizio sulla precedente Hope lui l’avesse sempre ritenuta inutile, se non
ad appagare alcuni istinti di alcuni membri dell’equipaggio, ma ora come
ora non poteva che domandarsi se l’episodio appena occorso fosse solo un
altro sintomo di come la sua presenza sulla nave non fosse affatto gradita.
Perché il consigliere non lo aveva avvertito delle sue intuizioni? Perché
lo aveva lasciato completamente all’oscuro prendendolo in contropiede in
plancia?
"Ho sentito abbastanza, Xyr predisponga gli uomini per un allarme rosso, al
meglio delle nostre attuali capacità belliche... adeguiamoci alla nave del
nonno di Luna e del suo sodale Kheldas'Kanijs... non ho intenzione di
finire al centro di uno scontro fra Klingon senza essermi scelto un
alleato!" ordinò Bueller riassumendo la sua aria più spavalda.
“No!” la voce di Rest che si opponeva con così decisione contro un ordine
del Capitano stupì tutti, forse anche lo stesso Rest, che cercò
immediatamente di riprendere il contegno necessario ma non abbassò lo
sguardo.
“Signor Rest, ho dato un ordine, non intendo rischiare che uno dei nostri
ufficiali rischi di scomparire” Lo sguardo di Bueller era molto determinato
e di certo Rest non aveva le caratteristiche fisiche di Caytlin per poterlo
dissuaderlo dal fare ciò che riteneva opportuno, ma nonostante tutto Rest
non demorse affatto “Capitano, ritengo che dovrebbe maggiormente ponderare
la sua posizione, la sua decisione di scendere nella mischia è un’aperta
violazione delle direttive sui viaggi temporali”
“Tenente Rest, lei non può escludere che la storia non preveda un nostro
intervento diretto” Xyr intervenne prontamente, non aveva mai apprezzato
certe libertà in plancia, ed il fatto che fosse proprio Rest ad essersele
prese la lasciava stupita “Conosce le procedure, ha il diritto di far
annotare la sua contrarietà agli ordini ricevuti direttamente nel diario di
bordo ma quando è in servizio ha il dovere di ubbidire agli ordini”
“Conosco il regolamento, Comandante Xyr, e sono pronto a subirne le
conseguenze, ma non posso lasciare che la Hope scenda in campo senza prima
aver avuto modo di sollevare le mie obiezioni a riguardo. Sono certo di
poter escludere con il 93,45% di probabilità che la nostra nave sia scesa
nello scontro, ed il rischio per la sopravvivenza della Federazione è
troppo grande.. temo che lo stiate prendendo sotto gamba”
“Tenente, vada al punto o la faccio sbattere fuori dalla plancia” il tono
di Bueller si fece deciso, come se i giri di parole del tattico vulcaniano
lo stessero infastidendo
“Signore, noi siamo su una nave lesionata, non al massimo della
potenzialità, ma siamo tuttavia di un’altra epoca: noi veniamo da ottanta
anni nel futuro, e questa differenza si traduce in un maggiore potenziale
bellico.. anche così lesionati la nostra nave ha il 97,13% di possibilità
di dare un ottimo contributo alle sorti della battaglia. E poi?” lo sguardo
si Rest si portò, inespressivo, sul capitano
“Rest, taglia corto! Le sorti di tutta la mia casata potrebbero dipendere
da questo! Preferisci mettere in rischio l’esistenza di tutta la mia
famiglia solo per tenere il punto?” Luna era comprensibilmente nervosa e
scalpitante
Rest osservò la timoniera “E’ disposta a mettere a rischio tutta la
Federazione solo per essere certa di salvare se stessa?” la domanda fu
espressa nel solito tono completamente piatto, ma fece una certa presa su
Luna, tanto che Rest proseguì “Come dicevo, noi scenderemmo in campo con
una nave nettamente superiore alla loro, una nave che a tutti gli effetti
ha un aspetto federale, non klingon.. se dovessero vederci il fatto che la
Federazione sia intervenuta in una disputa klingon, in territorio klingon,
non sarebbe più pura teoria ma certezza.. i contraccolpi politici
potrebbero essere catastrofici, portando la Federazione in una guerra che
potrebbe perdere. Ma ammettendo anche che i klingon, pur di non rischiare
di ingenerare nelle popolazioni assoggettate l’idea di essere divenuti
deboli, decidano di far passare sotto silenzio quanto successo nello
scontro colla flotta del Generale Gorak, cosa che potrebbe accadere con una
probabilità del 62,74%, tale accadimento avrebbe comunque pesanti
ripercussioni” Rest riportò alla mente le parole di suo padre Retok, ad una
delle tante conferenze a cui aveva assistito “La chiave di lettura del
rapporto tra Federazione e impero Klingon, soprattutto nel periodo in cui
siamo tornati, è dettato da una reciproca tolleranza dell’altro per la
consapevolezza che il livello di forze di ambo le parti è tale che nessuna
delle due potrebbe sopraffare facilmente l’altra.. in particolare questo è
il motivo per cui l’impero klingon non tentò di annettere con la forza i
territori della Federazione.. se dovessero vedere una nave Federale
nettamente superiore alla loro, ciò provocherebbe una forte corsa agli
armamenti da parte dell’Impero klingon, che tenterebbe di recuperare il gap
tecnologico che avrebbero con la nostra nave” la voce di Rest era sempre
del tutto impersonale, quasi come se raccontasse aneddoti che non lo
riguardassero “Senza contare che il nostro intervento nello scontro con
armamenti per loro sconosciuti potrebbero portarli a fare delle analisi
sulla nostra nave e sui nostri sistemi difensivi ed offensivi.. conducendo
il popolo klingon, con una probabilità dell’81,32% a creare armamenti e
scudi similari in un'epoca in cui la Federazione ancora non ha nulla di
tale potenza. Una spinta di questo tipo potrebbe condurli in un decennio o
poco più a sovrastare la potenza della Federazione, cosa che
comprometterebbe l’equilibrio fra le due potenze e spingerebbe i klingon ad
invadere l’area federale con una probabilità del 78,48%.. la Federazione si
troverebbe a dover fare i conti con una guerra non voluta, con mezzi
inferiori ed una probabilità del 81,89% di essere spazzata via. Questa
scelta porterà a mettere a repentaglio tutta la storia per come la
conosciamo”
Bueller osservò serio in volto il tattico “E quindi? La sua idea è far
finta di nulla e andarcene?Abbiamo già interferito con la storia battendo
sul tempo quel K'T'Inga, ed ora dovremmo semplicemente osservare due navi
che se la vedono con un’intera flotta? Senza contare che trovandoci vicini
alla zona potremmo comunque esserne coinvolti..”
Rest scosse il capo “Neppure questa sarebbe una strada percorribile, le
possibilità che l K’T’Inga assieme alla nave dell’avo del nostro timoniere
possano avere la meglio sulla flotta del generale Gorak si attesta al
29,89%”
“La K'T'Inga è una nave molto potente, non la sottovaluterei se fossi in
te” rispose con un punto di orgoglio Luna “Sei andato decisamente al
ribasso nelle tue stime, Rest!”
“Ho valutato la grande potenzialità della classe K'T'Inga rispetto alle
navi di quest’epoca, ma è necessario valutare anche lo stile tattico
preferito dai klingon. Nel caso in cui una nave venisse danneggiata
pesantemente in battaglia, la gran parte delle razze opterebbe per lasciare
il campo di battaglia, ma questo non vale per i klingon: preferirebbero
morire schiantando la nave direttamente su quella dell’avversario piuttosto
di subire l’onta della sconfitta. Anche il K’T’Inga uscirebbe fortemente
lesionato da uno scontro diretto con un’altra nave, cosa che lo renderebbe
decisamente un facile bersaglio per le rimanenti navi della flotta del
generale Gorak” fece una piccola pausa “La mia obiezione non sta
nell’asserire che non serva intervenire, ma nella necessità di intervenire
senza intervenire nello scontro.. agendo a monte del campo di battaglia”
“Che cosa vuole fare lei?”
“Sfruttare l’anomalia che si trova sul percorso fino a Ganalda IV”
Rest passò le coordinate a Tucci, che prontamente osservò la propria
consolle scientifica “Tu vorresti usare quell’area? Ma si tratta solo di
una piccola nebulosa in mezzo ad un’area di spazio fortemente polarizzata
e.. ah, beh sì, ovvio.. con un paio di calcoli potremmo essere invisibili
ma.. e poi come li fermiamo…” Tucci era partito a immaginare e già le
risposte gli arrivavano da sole, anche se il resto dell’equipaggio sembrava
essere ancora decisamente disorientata “Uh, beh.. se usassimo lei potremmo
anche… eh, facciamo i fuochi d’artificio e poi.. non credo sarebbe
abbastanza potente per distruggerle ma.. uh, sì capisco.. in questo modo
due navi fermerebbero una flotta” Tucci alzò il capo sul Capitano “Può
funzionare, un paio di calcoli e il piano del tenente Rest può funzionare”
“Ha una possibilità di riuscita del 58,56% per la precisione” Rest osservò
il Capitano
“Soltanto? E mi avrebbe fermato per proporre un'altra idea altrettanto
incerta? Mi dica, perché dovrei preferire questo piano.. che fra l’altro
non ha nemmeno argomentato, rispetto all’idea originale?” Bueller lo
incalzò osservandolo
“Se lei sceglierà di intervenire ha una probabilità del 97,13% di
possibilità di dare un ottimo contributo alle sorti della battaglia ma
dovrà fare i conti con la possibilità che tutto ciò finisca per mettere
fine alla Federazione, modificando in modo imprevedibile il corse degli
eventi.. oppure può optare per la mia alternativa, in questo caso la
possibilità di riuscita scenderà al 58,56% ma le nostre possibilità di
rimanere tecnicamente irrilevabili abbasserà all’11,12% le possibilità che
la storia subisca modifiche realmente rilevanti. Ora che le ho riferito le
mie obiezioni a lei la scelta, ma il tempo a nostra disposizione per
attuare la mia idea diminuisce rapidamente, è necessario che la decisione
venga presa rapidamente”
Bueller si passò una mano fra i capelli, cercando di riflettere: era il suo
primo incarico da facente funzione di capitano su quella nave, la prima
volta che da vero ufficiale stava occupando quella posizione, e già si
ritrovava fra le mani una questione talmente delicata da metterlo
decisamente in difficoltà. La spinta a correre in aiuto del nonno di Luna
era potente, ma non poteva non considerare le parole di Rest, il rischio
per la Federazione era troppo elevato. Il capitano sospirò per un attimo
“Trasmettete le coordinate al timone, portiamoci verso l’anomalia.. voglio
avere un rapporto di quanto avete intenzione di mettere in pratica entro
cinque minuti sulla mia scrivania”
USS Hope - Plancia
DT 04/03/2314 ore 00.01
In plancia erano tutti in silenzio, mentre il pensiero dei presenti andava
a Luna condividendone le paure: nessuno avrebbe voluto veder cambiare la
storia. Basta occupava la postazione tattica assieme a Rest e, seppure i
due continuassero a non apprezzare molto la compagnia dell’altro, la
situazione finì per far scattare una sorta di piccolo armistizio fra i due
giovani, permettendogli di collaborare.
Tucci, dal canto suo, era alla postazione scientifica, e monitorava con
attenzione l’avanzamento della nave, in attesa di verificare se il loro
piano potrà o meno avere successo “Ma siamo certi che passeranno proprio
attraverso la nebulosa? Quest’area così fortemente polarizzata impedirà ai
loro sensori di operare.. e del resto se i nostri fanno una fatica
impressionante ad operare al 50%, loro saranno praticamente ciechi”
Rest alzò il capo osservando Tucci “La probabilità che decidano di aggirare
l’anomalia è del 17,65%”
Lon sorrise all’amico “Passeranno di qui, tranquillo. Al momento il
generale Gorak sa di essere in vantaggio, si aspetta di trovare solo un
paio di navi e quindi la sua supremazia è quasi scontata, tuttavia sa che
se dovessero sopraggiungere altre navi nel frattempo potrebbe ritrovarsi a
dover sostenere uno scontro molto più impegnativo e con esiti decisamente
meno scontati. Farà di tutto per giungere alla zona dello scontro il più
rapidamente possibile e questo significa tracciare la rotta più breve,
passando attraverso la nebulosa”
Bueller annuì sentendo le parole di Lon e tornò a guardare di fronte a se
“Si, effettivamente immagino che il generale abbia una certa fretta
addosso, ma potrebbe essere tutto di guadagnato per noi”
Basta osservò la consolle “Confermato.. un gruppo di navi sta accedendo
alla zona polarizzata, direzione la nebulosa.. e saranno privi di sensori
fra tre.. due.. uno.. confermato signore, ora vanno alla cieca”
Bueller tirò un mezzo sospiro di sollievo osservando poi Rest “Calcolando
la rotta attuale della flotta, possiamo stabilire se passeranno per il
punto in cui abbiamo rilasciato il plasma?”
Rest annuì brevemente “Con una probabilità del 89,34%, capitano”
Bueller annuì tornando a fissare lo schermo “Decisamente una percentuale
migliore al 58 di prima”
“58,56 signore..” lo corresse Rest, strappando un mezzo sorriso agli altri
presenti in plancia, quindi tornò a controllare le rilevazioni alla
consolle “Sono quasi sul punto signore”
“Allarme rosso” intervenne Bueller “Lon, precisione assoluta”
Basta si limitò ad annuire operando alla consolle “Allarme rosso, phaser
ventrale attivo..”
Rest al suo fianco controllava sempre l’approssimarsi delle navi al punto x
“Le navi attraverseranno la scia di plasma fra tre.. due.. uno.. ora”
Bueller scattò in piedi fissando lo schermo “Fuoco!”
Lon non si lasciò prendere alla sprovvista, e digitò alla consolle “Phaser
attivato, missione riuscita”
Bueller sorrise raggiante “Ottimo lavoro signori, ora andiamocene di qui,
non vorrei che tutto il nostro sforzo per non farci rilevare finisca in
fumo. Signor Tucci, invii le coordinate della stella che aveva individuato,
voglio tornare a casa..”
Rest restò a fissare la plancia per poi portare lo sguardo su Basta, in
mente ancora il discorso fattogli da Xyr sull’importanza di pensare
all’equipaggio e non solo agli stringenti canoni della logica. Si voltò
verso il capo della sicurezza ed affermò “Nonostante l’emotività che la
caratterizza solitamente, ritengo abbia operato all’interno dei livelli di
competenza ed affidabilità compatibili con il suo ruolo e qualifica a bordo”
Lon sollevò il capo sorpreso, notando di non essere l’unico ad osservare
Rest “Lo prenderò come un complimento.. credo”
IKS Haykh’Keyh - Plancia
DT 04/03/2314 - contemporaneamente
Il Generale Gorak era raggiante, l’odore della vittoria si sentiva
nell’aria e tutti fremevano nell’attesa di arrivare nel campo di battaglia:
le cose non potevano mettersi meglio, vi erano solo due navi che si
ostinavano ad opporsi ai suoi piani, ma una volta tolte di mezzo il
Cancelliere Azetbur avrebbe avuto i giorni contati.
“Tre minuti ed usciremo da questa stupida nebulosa”
“Molto bene, ci aspetta una grande battaglia! Le nostre gesta
riecheggeranno nell’eternità, ci guadagneremo un posto di prestigio nello
Sto’Vo’Kor!” Gorak si fece una grassa risata, seguito a ruota dal resto
dei presenti in plancia “Molto presto schiacceremo quell’insulso PetaQ di
Azetbur una volta per tutte ed allora la razza dei klingon potrà tornare ad
essere quella razza guerriera che era un tempo! Con la nostra potenza
nessuno potrà fermarci, neppure la Federazione!”
Nella plancia si alzò un boato di approvazione, mentre l’eccitazione unità
all’adrenalina stava aumentando sempre più il desiderio di sangue e morte
nel cuore di ogni soldato “Siamo fuori dalla nebulosa, tempo di uscita
dall’area di spazio polarizzata un minuto.. i sensori saranno ben presto
nuovamente operativi e….”
Tutto accadde in un lampo, un’esplosione fece tremare a tal punto la
plancia da far sbattere violentemente a terra quasi tutti i presenti. Lo
stesso Gorak si rialzò da terra furibondo, sulla fronte aveva un grosso
ematoma ma sembrava non essersene neppure accorto, preso com’era ad
osservare lo scempio che era avvenuto nella plancia della sua nave.
Svariate console erano esplose e, per quanti sforzi stavano compiendo gli
ufficiali ancora in piedi, non sembravano voler cooperare.
“Rapporto” Gorak si rimise seduto alla propria postazione di comando “Cosa
è successo, maledizione?”
“Signore, siamo stati colpiti da una forte esplosione, la nebulosa si è
incendiata con noi dentro ma non capisco da dove diavolo sia apparso questo
plasma!” l’ufficiale alla tattica faticava a capacitarsi di quanto era
successo, rendendogli quasi impossibile spiegare il tutto al proprio
capitano “L’esplosione non ci ha distrutti ma ha disallineato il nucleo di
curvatura, tutti i sistemi sono entrati in blocco!”
“Sto riavviando il nucleo, per il momento siamo alla deriva, avanziamo
unicamente per forza di inerzia” rispose con voce iraconda l’ingegnere capo
del vascello “Ora come ora siamo in balia di qualsiasi PetaQ che dovesse
raggiungerci”
Gorak si bloccò mentre un pensiero si faceva largo nella sua mente “Stato
della flotta?”
L’ufficiale tattico rimase per qualche attimo in silenzio, come rendendosi
solo ora conto del peso di quella domanda “I sensori non sono ancora
operativi ma eravamo in formazione, quasi certamente sono stati colpiti
dall’esplosione. Dieci secondi all’uscita dall’area polarizzata...”
Gorak sbatte con forza il pugno sulla postazione imprecando a pieni
polmoni, mentre l’ufficiale tattico iniziava la scansioni con i sensori
rimasti almeno in parte operativi “Confermato, anche le altre navi hanno
subito i nostri stessi danni, rilevo due navi in rotta di intercettazione
alla massima velocità”
“Tempo di intercettazione?” tuonò Gorak
“Dieci minuti, capitano” il tattico rispose prontamente per poi osservare
l’ingegnere
“Tempo per riavviare il nucleo ed avere i sistemi almeno parzialmente
operativi?” anche Gorak si voltò a guardare l’ingegnere ma al suo scuotere
del capo si arrabbiò ancora di più
“Minimo un quarto d’ora…” l’ingegnere osservò il capitano “Faremo tutto
quello che è possibile per riattivare almeno alcuni sistemi offensivi ma…”
“..oggi è un buon giorno per morire in battaglia.” concluse senza
esitazioni Gorak
USS Hope - Plancia
DT 04/03/2314 ore 00.50
Bueller e Xyr tornarono in plancia non appena avvertiti dell’arrivo in
prossimità della stella individuata da Tucci tramite le proprie
rilevazioni, la più vicina ad avere le grandezze ideali per tentare il
difficile salto temporale: si trattava di un piccolo sistema stellare in
un’area dello spazio non mappato dalla Flotta Stellare, in quanto
pienamente all’interno dell’area klingon, e dunque del tutto sconosciuto:
era composto da 5 pianeti, nessuno dei quali abitato. Non avendo ancora un
nome, l’equipaggio l’aveva soprannominato il sistema “Hope”, con la vaga
speranza che ciò portasse loro bene permettendogli di tornare al loro tempo.
“Rapporto” chiese Bueller mentre si portava alla propria poltroncina
“Siamo in prossimità della stella Hope, siamo pronti a tentare il salto
temporale” rispose Tucci, mentre sia Rest che Basta annuivano per
confermare le sue parole
“Stato della nave?” chiese Xyr al capo ingegnere
“Ha visto sicuramente giorni migliori, signore” Dohan alzò il capo dalla
consolle per poi accennare un leggero sorriso di incoraggiamento “Ma
ritengo che possa essere in grado di sopportare abbastanza bene lo stress
alla quale la stiamo per sottoporre”
Bueller sospirò per un attimo “Molto bene, impostare la rotta di
avvicinamento con la stella, non credo serva ricordare a nessuno
l’importanza che l’angolo di avvicinamento sia ottimale, non desidero farmi
un tuffo dentro Hope!”
Tucci annuì prontamente rispose “Io ed il timoniere abbiamo fatto i conti
con estrema attenzione per far si che l’effetto fionda gravitazionale possa
funzionare”
Luna si voltò mostrando il pollice all’insù “Tutto sotto controllo”
Bueller osservò per un attimo Xyr, quindi tornò ad osservare di fronte a
sé, stava per ripetere una manovra che solo il leggendario Kirk aveva avuto
il coraggio di tentare, ma allo stato dei fatti non aveva proprio altra
scelta “Avviciniamoci alla stella..”
Luna manovrò diligentemente la nave portandola, con la giusta angolatura,
in direzione del sole. A poco a poco che si avvicinava la velocità iniziò
ad aumentare, segno che la gravità della stella Hope tentava di attirare la
nave a se “Velocità in aumento esponenziale… inizieremo a ballare un po’..”
La nave parve voler dar ragione alla timoniera ed iniziò a vibrare, in
plancia tutti i presenti dovettero ancorarsi da qualche parte per non
rischiare di cadere. Bueller osservò alle spalle la giovane timoniera “Non
lo definirei un viaggio di piacere”
“E le cose potranno solo che peggiorare di qui in poi..” rispose Luna di
rimando
“Situazione della nave?” incalzò Xyr osservando Dohan
“Lo stress strutturale sta aumentando.. alcuni sistemi stanno raggiungendo
il livello massimo di sopportazione...”
“Luna, non credi che sia il momento?” intervenne Bueller
“Non ancora..” rispose Luna senza prestargli molta attenzione
“La condotta EPS sta registrando picchi di energia troppo elevati per poter
reggere, rischiamo danni considerevoli al ponte 4, 6 ed 8”
“Luna?” cercò di chiamarla Bueller
“Non ancora..” rispose nuovamente la timoniera
“Signore, danni al ponte 4…”
“Luna? Il salto potremmo farlo quando ancora abbiamo una nave?” la richiamò
nuovamente Bueller
“Non ancora!” riispose per la terza volta Luna
“Danni ai ponti 6 ed 8.. rete ops primaria danneggiata in vari punti..”
Dohan lavorava febbrilmente alla propria console “..incanalo l’energia
nella secondaria ma non durerà per molto!”
Le vibrazioni erano divenute incredibili all’interno della plancia, tanto
che un paio di consolle secondarie esplosero, spargendo resti del pannello
e scintille nell’aria. Xyr e Bueller fissarono entrambi la timoniera
“Luna!!”
“Ora!” Luna digitò febbrilmente alla consolle per variare la rotta e
attivare la curvatura, facendo schizzare via la nave.
USS Hope - Plancia
DT 23 Marzo 2396, Ore 13:15
I pochi minuti di quel viaggio furono un’esperienza che nessuno dei membri
presenti in plancia avrebbe potuto mai dimenticare, e tutti non poterono
far altro che tirare un sospiro di sollievo quando, finalmente, la nave
tornò nel suo tempo.
Xyr si voltò nuovamente verso Dohan “Verifichi tutti i danni subiti dalla
nave e predisponga una stima del tempo che ci occorrerà per tornare
pienamente operativi”
Ferris si voltò intanto verso l’addetto alle comunicazioni “Informi il
comando di flotta della Esperanza, non voglio immaginare né dove sia né
quali danni stia combinando al momento”
“Veramente è proprio qua..” risposa Basta senza molti giri di parole
Rest annuì “Confermo, la USS Esperanza sta uscendo esattamente ora dal
dodecaedro, vale a dire nel tempo in cui noi vi siamo entrati.. è dritta di
prua rispetto a noi”
A quelle parole un sorrisetto si disegnò sul volto del Capitano Bueller
“Bene, ho giusto un paio di parole da scambiare con il Capitano Coleman..”
-------------- parte successiva --------------
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