[Stml21] 18.13 Shar’ar Dosh, i cammina mente

Riccardi riccardi.ds16 a gmail.com
Lun 13 Mar 2017 20:36:35 CET


Ciao,

scusate tantissimo per il ritardo. Ecco il mio brano spero che vi piaccia!


Deep Space 16 - Sala ologrammi - 10/06/2396 - ore 18.41

Accadde pochi secondi dopo la cattura del Vimalum. Loro comparvero 
semplicemente dal nulla. Senza lampi, picchi energetici o suoni loro 
apparirono come dei fantasmi. Shran stava osservando la creatura in 
trappola quando, voltandosi li vide.

Erano in due. Il più alto dei due indossava una specie di armatura 
rossiccia e una strana maschera del medesimo colore che gli nascondeva 
il viso e che lo faceva sembrare ad un corvo o ad uno strano medico 
medioevale.Sull’armatura non c’erano connessioni, collegamenti o 
impianti. La riflessione della luce su di essa si rinfrangeva in mille 
colori e dava l’impressione che l’impianto fosse vivo.

Il secondo alieno era più avanzato e si differenziava dal primo, oltre 
che dalla posizione e dall’ altezza, per avere delle strane rigature 
d’orate sull’armatura.

“Dovete liberarlo.” Disse l’alieno più basso. Aveva un voce antica e 
potente come se provenisse dalle stelle.

“Chi siete?” Chiese Shran mentre Sonx e Keane gli si avvicinavano per 
proteggerlo. I Klingon rimasero in disparte pronti ad agire contro i 
nuovi arrivati.

“Noi siamo gli Shar’ar Dosh.” Fece una breve pausa: ”… in lingua antica 
significa i cammina mente.”

“Io sono il capitano Shran del clan Mira comando questa stazione 
spaziale.” L’andoriano aprì le braccia in segno di benvenuto: ”Vi do il 
benvenuto a nume della Federazione dei Pianet… .”

“Uniti… sappiamo chi siete e sappiamo chi sono quei Klingon laggiù.” 
Rispose l’alieno.

“Come fate a saperlo?” Chiese il capitano.

Ma la risposta arrivò dal dottore: ”Siete telepati?”

“Sì, noi siamo gli Shar’ar Dosh in lingua antica significa i cammina 
mente.” Fu la conferma degli alieni.

Quelle parole fu quello che l’ambasciatore Dothrak stava aspettando: ”E’ 
tutta colpa vostra.”

Due Klingon si lanciarono sugli alieni armati di tutto punto. Il 
capitano fece in tempo a dire: ”No.”

Il Comandante Keane si lanciò in avanti ma i due soldati furono più 
veloci: in un baleno erano davanti agli alieni e colpirono con le 
Bat'leth ma le armi trapassarono i due alieni senza causare danni.

“Non potete colpirci.” Disse uno dei Shar’ar Dosh.

L’ambasciatore Dothrak fece un cenno con la mano e i due guerrieri si 
ritirarono ma, al contempo il capitano Shran passò l’attacco:” Cosa 
volete da noi?”

Di sicuro il colpo più efficace venne scagliato dal capitano perchè ebbe 
effetto: ”Voi viaggiate per scoprirne i misteri e imparare qualcosa di 
voi stessi.”

“Sì certo.”

“Noi esploriamo la mente delle forme di vite per il medesimo scopo.” 
Rispose con calma l’alieno.

“Quindi esploravate le emozioni che provavamo mentre il Vimalum vagava 
per la stazione.” Constatò il dottore.

“Per questo esigiamo che il Vimalum venga liberato.” La tranquillità di 
quell’ordine ebbe uno strano effetto sui federali e sui Klingon.

Il capitano fu irritato da quelle parole: ”Noi abbiamo delle leggi… una 
prima Direttiva per evitare di interferire con le specie con cui 
entriamo in contatto.”

Anche l’ambasciatore Klingon era della stessa opinione: “Voi ci avete 
usato come cavie da laboratorio.”

Shar’ar Dosh con una tranquillità totale aggiunse:” La vostra legge è 
inutile… così come è irrilevante come vi usiamo… se ci blocchiamo per 
una normativa o per non turbare le nostre cavie dovremmo evitare di 
esplorare certe regioni e la nostra esplorazione non sarebbe completa.”

L’andoriano andò su tutte le furie: ”La prima normative non è… .”

Ma intanto gli alieni erano spariti.

“Come combattiamo queste creature?” Chiese l’ambasciatore Dothrak 
avvicinandosi al capitano.

Ma Shran non ebbe il tempo di rispondere perché Sonx esclamò: ” 
Keanecosa hai fatto?”

Il capitano e l’ambasciatore si voltarono e videro che Keane aveva 
appena liberato il Vimalum.

“Non lo so.” Rispose Keane.

“Sono più che telepatici possono dare comandi ance alle nostre menti.” 
Intuì il capitano con rammarico.

Luogo imprecisato - Fattoria di campagna – nello stesso istante

Una buona colazione permette di rimette in sesto le idee e affrontare i 
problemi da un punto di vista migliore. Così per i 27 dispersi iniziò la 
giornata con un buon pasto. Avevano mangiato e si era rifocillati. 
Persino i civili, così poco abituati e addestrati per gestire simili 
eventi, si erano tirati su il morale. Il ristoratore cardassiano aveva 
dato una bella prova di sé preparando tutto e animando egregiamente il 
pasto.

Claire era rimasta leggermente in disparte assorta nei suoi pensieri. 
Era seduta in disparte in un angolo con la sedia rivolta verso 
l’ingresso. Alla sua destra c’era una finestra dalla quale entrava una 
forte luce. Da quella posizione potenza tenere d’occhio 
contemporaneamente l’ingresso, i commensali e il cortile della fattoria. 
Si trovava nella sala comando della fattoria ma nemmeno 
quell’angolazione poteva aiutarla ad uscire nel turbine di pensieri in 
cui si era rifugiata. Troppe cose non tornavano e non aveva elementi per 
definire il quadro generale.

D’improvviso un’ombra la fece sussultare: qualcosa si stava avvicinando 
alla finestra.Vide un’ombra avvicinarsi al vetro e prontamente si 
preparòdare un forte strattone al vetro per bloccare l’intruso.

Caricò la mano ma qualcosa colpì la sua attenzione due riflessi d’oro. 
Guardò meglio e nello stesso istante l’ombra si sporse verso la finestra 
come per guardare dentro.

“Riccardi, cosa sta facendo.” Disse Claire riconoscendo il capo della 
sicurezza.

Alessandro arretrò leggermente sorpreso per poi riprendere a parlare: 
”Comandante stavo cercando proprio lei… venga a vedere.”

“va bene ma non faccia più questi scherzi infantili.” Dettò ciò la donna 
si alò dalla sedia e si avviò lasciando Riccardi a chiedersi quale 
scherzo avesse mai fatto di male.

Claire attraversò la stanza quasi non notata dalle persone che stavano 
terminando il pasto.

*Beati voi… .*Pensò il comandante prima di uscire e di ritrovarsi 
davanti Riccardi.

“Bene mi dica comandante.” Esordì lei.

“Guardi cosa ho trovato.” Rispose il capo della sicurezza mostrando un 
arcaico oggetto: era lungo circa mezzo metro con impugnatura di legno e 
un’estremità in lega di ferro-carbonio.

“Un’ascia.” Indovinò lei.

“Già potrebbe esserci utile… .” Provò a spiegare il capo della sicurezza 
prima di essere interrotto: ”C’è ne sono altre?”

“Sì, la cosa strana è che… .” Anche questa volta Alessandro venne 
interrotto: ”Che ci sono strumenti che provengono da viari mondi.”

“Sì non sono un esperto ma dovrei aver individuato attrezzi provenienti 
da vari pianeti… ho visto una vanga vulcaniana.”

“Avranno forma simile… ma si diversificano per lo specifico utilizzo su 
ogni mondo.”

“Già ma come lo sa?”

“In casa è lo stesso.” Confermo Claire.

“Anche il forte.” Riccardi fece alcuni passi portandosi dietro 
l’ascia:”E’ di chiara fattura umana… sono un esperto di strategia 
bellica e ne ho visitato uno simile sulla Terra.”

“E poi la pianta… .”

Questa volta fu Riccardi ad interrompere Claire: ”Di origine Boliana.”

“E non può sopravvivere su altri pianeti.” Claire espresse ad alta voce 
il ragionamento che già da un po’ aveva mente: ”E’ come se tutto questo 
fosse un… .”

“Esperimento?” Disse una terza voco.

Prontamente i due ufficiali si voltarono, Claire si preparò sulla 
difensiva mentre Riccardi impugnò l’ascia pronto a combattere.

A pochi passi da loro era comparsa una figura vestita da una grossa 
armatura rossa e con un casco a forma di pennuto prima che entrambi gli 
ufficiali potessero dire qualcosa, il nuovo arrivato riprese a 
parlare:”Sì è così… tutto ciò è un grandissimo esperimento… noi siamo 
gli Shar’ar Dosh in lingua antica significa i cammina mente.”

Claire si fece in avanti pronta per il primo contatto, in parallelo 
Riccardi posò l’arma per non apparire minaccioso.

Il comandante Drillrush disse: ”Siamo rappresentanti della Federazione 
dei Pianeti Uniti, noi veniamo in pace per esplorare la gal… .”

Lo Shar’ar Dosh interruppe brutalmente Claire: ”So chi siete… noi 
esploriamo le menti con i medesimi scopi.” Fece una breve pausa e poi 
riprese a parlare:” Molti degli Shar’ar Dosh pensano che non sia giusto 
operare contro il volere delle razze e io la penso cosi… sono qui per 
aiutarvi.”


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Ciao
Fabio


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Tenente comandante **0
Alessandro Riccardi
Ufficiale Tattico e Capo della Sicurezza
Deep Space 16,Gamma
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Comunicazione privata:

riccardi.ds16 a gmail.com

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"Sognatori, Plasmatori, Cantanti e Creatori"

cpt Sheridan, John J. Babylon 5



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