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L' URLO DELLA DEA Hawk spalancò gli occhi, giusto in tempo per vedere un enorme Jaffa proprio di fianco al suo letto, armato con una strana spada nera. Come in incubo vide a terra i cadaveri di due scienziati che lavoravano in quel complesso. Alzò lo sguardo verso il jaffa, incapace di muoversi. Vide appena l’ombra che si muoveva alle sue spalle. L’unica cosa che sentì fu una voce computerizzata dire “Pronto”. Il jaffa si voltò di colpo, prima di venire colpito da qualcosa. Volò sopra il letto di Hawk, atterrando contro il muro ed iniziando a contorcersi. La donna si voltò verso la figura che aveva fatto capolino di fianco al suo letto. Era Kile Carson, il capo ricercatore. In mano aveva i due elettrodi di un defibrillatore. L’uomo le sorrise con aria grave. “Abbiamo un problema” annunciò. ~~~~~ Il Jaffa alzò la sua arma, lanciandosi contro Blade. L’uomo si rese conto di non avere neanche mezza possibilità di resistere a lungo contro un avversario così forte e cosi meglio armato. Schizzò a lato un istante prima che la lama lo colpisse, cadendo a terra e rotolando lontano dal Jaffa. L’uomo lo seguì, con un ghigno dipinto sul viso. Alzò di nuovo la sua arma, per vibrare un altro fendente dall’alto verso il basso. Blade rotolò all’ultimo secondo, riuscendo ad evitare una ferita mortale. Ma non abbastanza in fretta da schivare la spada, che lo ferì al braccio destro. Il colonnello Spencer digrignò i denti per il dolore, prima di assestare un calcio alle gambe del suo avversario, proprio sotto il ginocchio. Il piede rimbalzò contro i gambali dell’armatura dell’avversario,dissimulati sotto la tunica. Il jaffa sorrise, abbassando la spada sul suo avversario. Non poteva mancare il bersaglio. ~~~~~ La spada, nera come l’oscurità che si andava addensando sulla valle, calò verso Krelt'ak. Il fendente però si infranse contro l’arma a bastone che Diablo aveva sottratto all’altro Jaffa. Il jaffa si voltò verso la nuova minaccia, concedendo al tok’ra l’occasione che aspettava. Con il palmo della mano aperto colpì il petto del suo avversario, facendolo indietreggiare. L’armatura resistette al colpo, che avrebbe spezzato le costole a qualunque essere umano, ma non fu sufficiente ad impedire al Jaffa, colto di sorpresa, di perdere la presa sulla spada. Diablo cambiò l’impugnatura sull’asta, utilizzandola per colpire al volto un avversario già in difficoltà. L’uomo cadde a terra. Krelt'ak fu invece ancor più sbrigativo, afferrò la spada dell’avversario e gliela piantò nel petto, attraverso la corazza. Un istante dopo lasciò che Layton tornasse a prendere il controllo del suo corpo. “E’ stato…. interessante” disse la parte umana del Tok’ra. Diablo lasciò cadere l’asta e annuì. ~~~~~ La spada del jaffa rimase immobile tra le sue mani. Il sorriso lasciò il posto ad un’espressione mista di sgomento ed incredulità mentre tre tuoni scuotevano l’aria alle sue spalle. Le pallottole della P90 di Hawk attraversarono il corpo del Jaffa, privandolo quasi istantaneamente della vita. L’uomo si accasciò su Blade, che rimase immobile ad osservare Hawk e HBK che si avvicinavano, alle loro spalle Kile Carson sorrideva. ~~~~~ Scarecrown saprò per primo. Le pallottole dell’MP5 rimbalzarono sorde contro l’esoscheletro, incapaci di arrecare danni. “Ai legamenti” gridò Reiko, prendendo la mira con la Beretta. Sparò tre colpi, prima che il caricatore fosse vuoto. Il ragno si mosse verso di loro con una velocità straordinaria, in meno di mezzo secondo aveva coperto la distanza che lo separava da Scarecrown. Ma lo ignorò, passando oltre. Reiko lo vide balzare verso l’alto, passando a pochi centimetri dalla sua testa e dal soffitto, per atterrare vicinissimo a Deva. La Goa’uld attivò lo scudo manuale, fermando i colpi degli artigli della creatura. “Correte” gridò Reiko, precipitandosi oltre Deva ed il ragno, bloccati in un angolo del piccolo anfratto in cui era scattata l’imboscata. I cinque uomini corsero via, nello stesso istante in cui altre due creature facevano il loro ingresso nel corridoio. Deva ne atterrò una usando il dispositivo manuale per scagliarla contro il muro più lontano, proprio a fianco dell’apertura da cui erano appena usciti i cinque terrestri. “Raven, Scarecrown, le vostre granate” ordinò Reiko, facendosi passare gli ultimi due ordigni che avevano a disposizione. Tolse la sicura, gettandole nell’anfratto in cui ormai si stava consumando una battaglia tremenda. “Buon viaggio, Deva” sussurrò, prima di correre via. La goa’uld osservò i due ordigni cadere nella stanza. “Che tu sia maledetto Reiko!” ebbe il tempo di urlare, prima che le due esplosioni gemelle abbattessero la volta della galleria. ~~~~~ L’oscurità avvolgeva la valle. Le luci dell’incendio al campo dell’ SG1 stavano ormai esaurendo ciò che fino ad allora le aveva alimentate. I superstiti si erano fatti in quattro per spegnere l’incendio che ormai minacciava anche il complesso b, riuscendo quasi per miracolo a mantenerlo intatto. Blade e Diablo erano all’interno del complesso C, la lama del Jaffa gli era costata quindici punti di sutura. Ma nel giro di dieci minuti, ignorando il dolore e rifiutando gli antidolorifici, il colonnello era impegnato a tentare di spegnere le fiamme insieme ai suoi uomini. Solo Hawk non era più nel campo. I suoi ordini erano diversi : capire da dove fossero arrivati i jaffa. Impiegò mezzora a trovare la risposta che cercava. E la risposta non le piacque per niente.“Blade” disse attraversò la radio, che aveva ricominciato a funzionare, anche se con una portata limitatissima “Abbiamo un grosso problema, raggiungimi” ~~~~~ Nel sottosuolo le cose andavano anche peggio. Reiko e i suoi uomini si erano persi. Non c’era nessuna alternativa, era semplicemente così. I sistemi di mappe computerizzate che li avevano condotti fino a li erano completamente partiti, non funzionavano più. I due scienziati stavano impazzendo nel tentativo di sistemarli. Ma le strane interferenze che avevano colpito le armi ad asta dei Goa’uld stavano producendo gli stessi danni anche su quei sistemi. L’unica consolazione era che le torce e le armi funzionavano ancora. Che modo stupido di morire, incastrati sottoterra dopo essere sopravvissuti a tutto questo. Pensò Reiko, sforzandosi di allontanare quel senso di disperazione che ormai aveva fatto presa sui due scienziati e minacciava i tre soldati. Ragiona. Si impose. Quali fattori ti remano contro? Ci siamo persi sottoterra, non sappiamo quali condotti imboccare per uscire, abbiamo cibo, acqua e munizioni limitate, grossi ragni ci danno la caccia e…. “I sensori dell’aria funzionano ancora?” domandò all’improvviso. Scarecrown comprese all’istante, il piano, muovendosi subito verso la sacca deposta a terra, nel raccordo tra due grandi corridoi in cui si erano fermati. “Si” disse. Reiko sorrise. L’aria sotterranea non era completamente pura, ma abbastanza pulita per essere respirabile. I condotti con uno sbocco aperto sulla superficie però mantenevano un certo ricambio d’aria. E i valori mostrati dai sensori sarebbero stati in grado di condurli verso l’uscita. “Signori” scherzò Raven, “Si torna alla luce !” Ma in quel momento, sulla superficie del pianeta, nulla era esposto alla luce. ~~~~~ E, nel buio generato dall’eclisse causata dal grande pianeta gassoso gli occhiali per la visione notturna di Blade proiettarono un’immagine che nessuno membro dell’SG1 avrebbe voluto vedere. Una enorme struttura a piramide, circondata da altre due più piccole. Tre navi Goa’uld. Di fronte ad esse un esercito di Jaffa si stava radunando, inquadrandosi in file sempre più massicce. “Quanti saranno?” chiese Blade, passando il binocolo ad infrarossi ad Hawk. “Mille, millecinquecento” rispose la donna, cercando di mettere a fuoco la figura che sembrava comandare quell’armata. “Layton, qui Hawk” disse attraverso la radio “Una regina Goa’uld, i suoi uomini portano un simbolo che sembra una piramide rovesciata con quattro braccia” “Kali” sussurrò appena Layton “Non capisco perché e’ qui, questa zona e’ fuori da ogni rotta utile” “Io credo di potervi dire perché” disse una voce che tutti i presenti conoscevano. Reiko. ~~~~~ Reiko e i suoi uomini erano spuntati a circa due chilometri dalla base, esattamente dal lato opposto rispetto alla nave aliena. Blade, Hawk e HBK si trovavano invece a circa un chilometro dalla base, sopra un piccolo promontorio che nascondeva le navi. “Le navi ieri non c’erano” protestò Kile Carson tramite la radio. “Dovevano già esserci” rispose Layton “sono state occultate, Kali e’ famosa per questa tecnologia” “Occultare intere navi?” chiese Blade “L’unico che ci era riuscito e’ stato Aphopis” “Anche Atena, prima di lui” “Lo stesso nome che ha pronunciato Deva, laggiù nei tunnel” disse Scarecrown. Layton richiamò i ricordi di Krelt’ak, poi raccontò la storia della dea. Mentre parlava la squadra iniziava a tornare verso la base, preparandosi per l’attacco. “Atena era una regina goa’uld molto potente, ancora più di Anubis e Rah” iniziò “conquistò buona parte dell’universo, sconfiggendo più volte i goa’uld e gli Asgard. Il suo potere sembrava infinito, chiunque osasse sfidarla veniva distrutto. La tecnologia di cui disponeva superava di gran lunga quella dei suoi confratelli dell’epoca, nessuno ha mai saputo dove l’avesse recuperata. Sta di fatto che era lei a dominare l’intera galassia. E ben presto le sue mire si spinsero al di fuori della galassia stessa. Iniziò a sottomettere intere altre galassie, sfruttando il potere degli stargate” “E cosa le accadde?” chiese Carson, tagliando corto. “Venne tradita e cadde con la sua flotta in una grande imboscata. Buona parte delle navi Goa’uld della galassia la attaccarono contemporaneamente, mentre rinforzi continuavano a giungere da ogni luogo. Anche gli Asgard parteciparono alla battaglia, dando man forte ai loro nemici. Ma nonostante questo la battaglia rimase senza un vincitore per molte ore. Fu il comandante Thor a riuscire a distruggere la nave della Goa’uld, e’ per questo che ora ha cosi tanto potere. Egli decise la battaglia attraversando lo schieramento nemico e sparando direttamente contro la nave madre di Atena, ignorando il fuoco che gli si andava concentrando contro.” “Atena morì in quella battaglia?” chiese Reiko. “Nessuna nave della sua flotta sopravisse, vennero tutte distrutte. Niente del suo impero resta ancora in piedi” “Temo che non sia così” sussurrò Raven a Reiko. “Quella luce” Reiko annuì, poi disse ad alta voce, attraverso il comunicatore “Quanto sta accadendo qui non potrebbe essere opera di un'arma di Atena seppellita là sotto?” “L’urlo di Atena” Layton rimase in silenzio un istante, come per ascoltare una voce dentro di se “L’arma più devastante che ha mai messo in campo, eliminava ogni traccia di energia dai sistemi energetici dei Goa’uld e degli Asgard, era sufficiente che fossero abbastanza vicini o che venissero usati anche solo una volta a distanza anche di diverse centinaia di chilometri perché non funzionassero più” “Anche lo Stargate?” domandò Hawk. “Si, anche lo Stargate” ~~~~~ “Le coordinate le conoscete” disse una voce all’interfono “Andate laggiù e trovateli” “Stiamo per entrare nell’iperspazio, e’ questione di meno di mezz’ora” rispose l’uomo, scrutando le stelle fuori dalla nave spaziale. Qualche istante dopo la nave grigia scomparve attraverso una finestra viola nell’iperspazio. |
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