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Diplomazia

2a Delta-CON Atti delle seconda giornata

Introduzione del Capitano Salomon Golovko - Flotta Alleata del Delta

"Gentili ospiti, signori delegati, signori del pubblico, Vi ringrazio a nome dell'Alleanza e della Flotta Stellare per la Vostra presenza. Inizia ora il secondo giorno di relazioni diplomatiche. Il tema di questa giornata riguarda il quadro normativo commerciale per i traffici e le rotte nel Quadrante Delta.
Dalla scoperta del tunnel spaziale Prospective, è iniziata una fase di esplorazione ed espansione in questo quadrante. Da allora la presenza di noi tutti nel Delta si è consolidata e rafforzata. Siamo entrati in contatto con popoli originari di questo stesso quadrante, e abbiamo intrapreso con essi relazioni diplomatiche e commerciali. E' cosa nota come il commercio sia spesso il primo veicolo di contatto e di scambio tra i popoli. L'urgenza di regolamentare questo campo d'azione, ora che il Delta è popolato di genti diverse impegnate in fisse interrelazioni e mutui scambi, ha fatto sì che il tema venisse portato all'attenzione di tutti Voi qui convenuti.
Data la natura del tema, l'Alleanza cede l'intervento introduttivo all'ambasciatore Folin dell'Alleanza Ferengi. Ambasciatore Folin, a lei la parola."

Quadro Normativo Commerciale per i Traffici e le Rotte nel Quadrante Delta

"Condizioni socio-economiche e necessità commerciali"

Ambasciatore Folin - Ferengi

"Bene Signori siamo chiamati adesso a parlare del tema del commercio. Ma cerchiamo prima di capire perché è fondamentale nell'evoluzione dei nostri discorsi innanzitutto. Quali sono secondo voi le condizioni effettive dei nostri sistemi. Cosa secondo voi dice la gente comune che abita la periferia dei nostri regni o repubbliche o federazioni. Non è un discorso che tende ad additare verso una parte specifica tra quelle da voi così degnamente rappresentate.
Ma immaginate, il cittadino qualsiasi, quello la cui vita non ha rilevanza per le cronache a cui siamo abituati a dare credito. E' felice? Anzi, le sue condizioni economiche e sociali possono essere un aiuto alle sue felicità? O non ci troviamo forse in una situazione per cui tutti hanno il necessario per vivere, ma non tutti hanno di più di quello? Certo, potremmo pensare che mai nella storia gli umanoidi comuni hanno avuto un tale livello di prosperità, e forse è vero, ma questo li fa sentire contenti, o al contrario gli fa semplicemente immaginare una vita migliore?
Attenzione, io non parlo di quantità di beni a disposizione delle persone, come si potrebbe pensare essendo il tema proposto il commercio. No, io parlo della qualità della loro vita. Per prima cosa vi invito quindi a ridefinire lo status di necessità delle persone. E la necessità primaria che dobbiamo offrire ai veri componenti delle razze umanoidi, la gente comune che non và sui libri di storia, ma ne determina sicuramente l'inerzia del cammino, è quelle di farsi una vita come più desiderano, di poter cambiare, di poter investire le proprie risorse fisiche, mentali, emozionali, di dar vita ai propri sogni.
Signori, i nostri mondi sono sempre più popolati. Nessuno ormai nel nostro secolo versa in stato di indigenza, ma per troppi la vita è diventata ormai un continuo ripetersi di schemi, di possibilità limitate e ripetitive, di ritrovarsi ogni giorno sempre a maneggiare lo stesso materiale e non potersi emancipare. Ma la moltitudine di persone che vive nei nostri sistemi economici rappresenta un'opportunità più che un problema di sovrappopolazione come sembrerebbe ad una prima analisi sommaria
Signori i nostri sistemi economici sono diventati sempre più direttivi. Questo è un dato che difficilmente potrete confutare. Le nostre industrie tendono sempre più verso la grande dimensione. L'economicità dei processi produttivi e l'interdipendenza dei vari settori spinge verso una localizzazione concentrata delle più importanti produzioni. Alla manifattura accentrata corrisponde logistica ed impulsi commerciali che riguardano un più piccolo numero di aree rispetto al passato. Anche l'alta tecnologia non è dispersa su vari centri di ricerca ed applicazione, ma riguarda pochi istituti che forniscono servizi alla grande industria. Viene lasciata ai più la gestione delle produzioni o applicazioni a bassa/media tecnologia approfondendo sempre di più il solco tra attività ad alto e basso valore aggiunto.
Naturalmente dalle prime nascono circoli virtuosi che tendono sempre più a rinforzare l'assetto attuale del sistema, e dalle seconde possono nascere solo circoli viziosi che allontanano sempre più dalla soglia del benessere possibile. Quindi le zone di sviluppo economico, quelle destinate a dare impulsi all'intero sistema, essendo fortemente localizzate non riescono a far arrivare i propri influssi benefici alla periferia del sistema stesso. Le nostre economie sono rappresentabili in pochi centri concentrici in cui solo le zone interne godono di buona saluta, sono produttive e possono mantenere gli adeguati livelli di efficienza ed innovazione. In termini sociali tutto questo lascia spazio alla eterodirettività.
Signori, i nostri sistemi, quasi tutti e con poche eccezioni, sono diretti dall'alto, il numero delle decisioni e delle possibilità discrezionali lasciati alla base sono veramente pochi. Si decide dall'alto dove produrre, cosa produrre, come produrre, come distribuire, dove distribuire. In questo modo alla gente viene detto cosa fare, come fare, dove andare. Certe zone si spopolano perché non è più economico mantenere lì i progetti di punta, la gente viene spinta a ricollocarsi seguendo le zone centrali di sviluppo.
E cosa rimane? Le apparenze Signori. Le vetrine scintillanti di alcuni pianeti modello dei nostri territori, la ribalta artificialmente costruita per far vedere il nostro livello di progresso. Ma la realtà è un'altra. Ampi territori che languiscono lasciati a se stessi, popolazioni senza stimoli, senza speranza per il futuro, senza prospettive per i giovani. L'output dell'intero sistema è positivo, ma se guardiamo la distribuzione territoriale dell'output ci accorgiamo di quanto vaste siano le aree sottosviluppate.
Attenzione Signori perché fino a poche decine d'anni fa la situazione era diversa. Cerchiamo di capirci. La direttività di sistemi politico-economici come i nostri sparsi su un'ampia area territoriale tende sempre un po' all'accentramento e alla direttività, e questo serve per mantenere il controllo ed evitare l'anarchia. Ma in passato i singoli soggetti, le persone riuscivano a supplire con le proprie iniziative, perché i territori davano ancora qualcosa da sfruttare. Ma ormai gli spazi sono chiusi, le risorse da sfruttare facilmente sono tutte assegnate. Non c'è più da esplorare, non c'è più da cercare, non c'è più possibilità di inventarsi qualcosa, a meno che non fare un investimento così alto che sicuramente avrà difficoltà di rientro. E sto parlando dell'Alfa, del nostro quadrante di provenienza.
Signori, l'Alfa ormai è saturo. Non ci sono spazi di espansione, è sovrappopolato, è ormai ricco solo di un proletariato triste e senza stimoli, che non ha la possibilità di mutare le proprie condizioni e trovare le modalità per fare la propria vita. Signori, sto parlando di stagnazione, di decadenza: sovrappopolazione, inerzia, rigidità.
I pochi commercianti non riescono a fornire i prodotti di cui ci sarebbe grande richiesta. La direttività del sistema economico fa scomparire le nicchie di prodotto/mercato. Nessuno ha il coraggio di proporre novità e di creare così la domanda alla propria offerta. La libera iniziativa non esiste quasi più, se non per sporadici casi Nella gente comune manca il sorriso, la gioia di vivere, la voglia di esprimersi. Da quando non nasce un poeta? Da quando un giovane scienziato riesce a trovare la ribalta?
Queste sono le condizioni socio-economiche dei nostri sistemi. Non ci nascondiamo dietro un dito, offrendo come propaganda la vetrina scintillante delle nostre capitali. Un'altissima percentuale dei nostri territori e delle nostre genti versa in queste condizioni. E' queste condizioni socio-economiche sono più pressanti e gravi per i piccoli popoli, quelli che hanno un territorio non vasto e di conseguenza sistemi economici non molto sviluppati. Questi popoli sono oggi qui rappresentati dai cosiddetti delegati minori che però numericamente costituiscono la maggioranza della presente assemblea, e che dovrebbero essere molto sensibili a questo discorso E ricordiamo che anche la libera stampa in passato ha fatto il suo dovere mettendo in luce, velatamente, alcune condizioni di disagio e decadenza nella vita della popolazione, della gente comune.
L'alternativa alla stagnazione è una solo: la liberazione delle energia in nuovi territori. Contro la stagnazione, per riguadagnare il nostro futuro, è possibile solo la colonizzazione ed il commercio intensivo. Naturalmente gli unici spazi disponibili sono nel Delta. E nel Delta che c'è la speranza per il nostro futuro. E' una via obbligata. Contro la direttività dei sistemi economici c'è inoltre un solo rimedio: la libera iniziativa, i gruppi privati.
Occorre dunque un'ondata di colonizzazione nel Delta, la messa a punto di modalità commerciali facilitanti con il Delta, ed affidare il tutto a gruppi di iniziativa privata. E ancora noi diciamo basta al commercio fatto da determinate razze con le proprie navi militari, così some è l'uso attuale.
I gruppi privati devono essere multirazziali. I nuovi coloni, i nuovi commercianti, devono poter essere multirazziali. Chiunque nel Delta voglia emigrare o commerciare deve trovare il proprio posto in un gruppo, un gruppo qualsiasi. Perché questi gruppi non devono essere espressione di nessun governo, devono essere completamente privati. Naturalmente per l'espansione nel Delta chiediamo di rispettare i diritti delle popolazioni native di quel quadrante e di ricevere da loro il permesso di poter attuare le nostre iniziative.
In questo senso rispettiamo l'intervento del nostro collega Saaniano ma vorremmo puntualizzare un paio di cose. Ci può essere un difetto di rappresentatività da parte loro. Parlano a nome di tutti i popoli del quadrante Delta? Non lo so, ho dei forti dubbi e comunque non è competenza dei ferengi accertarlo. Siamo d'accordo sulla reciprocità. Come noi andiamo nel Delta loro vorrebbero venire nell'Alfa. Il principio è giusto. Ma sul piano pratico? Vi stiamo dicendo che l'Alfa è ormai svuotato di risorse, è ormai consunto come un pezzo di legno che ha ormai bruciato tutto il suo combustibile. Volete venire nell'Alfa? Per quanto ci riguarda accomodatevi pure: troverete ben poco. Vi invito però, amici Saaniani, a considerare gli effetti benefici del commercio. Potete far conoscere i vostri prodotti ed insieme ad essi esportare così la vostra civiltà e la vostra cultura. Il commercio non è solo soldi, ma conoscenza fra popoli e civiltà. Usate questo canale per affacciarvi nell'Alfa. Apprezzeremo la vostra civiltà, se la presentate nel modo giusto.
Quindi ricapitolando e collegandosi anche alla discussione precedentemente effettuata al titolo 1 della presente conferenza: colonizzazione e commercio liberi, nel rispetto comunque delle zone di influenza delle varie potenze ma senza subordinazione. Colonizzazione e commercio tramite gruppi privati multirazziali; porre condizioni facilitanti alla creazione ed affermazioni di questi soggetti, con particolare riferimento alla partecipazione di razze comunemente considerate minori. Regolarizzazione controlli prospettiva, tramite ridefinizione delle liste merci consentite, liste soggetti per cui c'è una eventuale restrizione di passaggio, riduzione tempi di controllo doganale e/o di sicurezza per evitare il sorgere di danni evidenti al controllato. Possibilità di usare personale civile di razze i cui governi non hanno permesso di transito nella prospettiva. Possibilità dei gruppi privati di richiedere scorta armata per i propri convogli e/o installazione a qualsiasi governo operi nel Quadrante Delta.
Per quanto riguarda richieste e progetti riguardanti in particolar modo l'Alleanza Ferengi in senso stretto rimandiamo la trattazione all'ultimo titolo della conferenza.

"Rapporti commerciali nel Quadrante Delta"

Joseph O'Realy - UFP

"Signori delegati, sarò breve, vorrei dire che mi trovo d'accordo su quanto ha detto l'ambasciatore Folin, ritengo che nel Delta si debbano sviluppare quanto più è possibile i commerci, essi sono un motore di sviluppo per l'incontro fra popoli che potrebbero così imparare gli uni dagli altri, ma ciò non deve avvenire con una colonizzazione selvaggia, ma in modo che il tutto sia filtrato da leggi, che non dovranno essere un capestro per i popoli dei vari Quadranti, ma dovranno avere però un valore comune, per tutti.
Chiedo però una cosa: che il sistema Warven sia dato ai Bajoriani, su questo i Ferengi non potranno insediare i loro empori commerciali, io spero che da parte del mio collega non vi sia opposizione, ritengo che la Federazione non abbia niente in contrario, dato che quel sistema almeno ufficialmente non ha niente che possa essere interessante per la politica di colonizzazione. Questo è quello che ho da dire, grazie per la vostra attenzione signori."

"Nuove Politiche Commerciali"

Ambasciatore Telk - Vulcano

"Nell'ottica del Quadro Normativo Commerciale per i Traffici e le Rotte nel Quadrante Delta ho ritenuto logico suddividere l'argomento in tre distinte parti. La prima riguarda una regolamentazione dei commerci con il popolo Ferengi ed una visione d'insieme su alcuni punti toccati dall'ambasciatore Folin. Una seconda l'istituzione di politiche commerciali d'intesa con i Saaniani ed il popolo Andoriano ed infine l'istituzione di politiche commerciali con forze minori che lo desiderino.
Colleghi ambasciatori, proseguendo l'intervento dell'ambasciatore Folin, aprire le frontiere al popolo Ferengi non può che essere una scelta logica, da attuare senza remore e senza compromessi. Estendere un quadro commerciale, al fine di renderlo più ampio possibile, porterà sicuramente ad un miglioramento dei rapporti che intercorrono fra l'Alleanza e l'Alleanza Ferengi. Una buona collaborazione ha bisogno di solide base e di reciproca fiducia.
Tuttavia, sento di dissentire su alcune dei punti che l'ambasciatore Folin ha presentato in questo ambito. Sebbene sia logico accettare che gruppi privati, non facenti parte di alcun governo, abbiano la possibilità accedere al quadrante Delta e di colonizzare pianeti non reclamati da nessun altro governo, è illogico dare la possibilità a suddetti gruppi di avere fra il personale, membri appartenenti a razze bandite al transito della Prospettiva, siano essi appartenenti a forze politiche maggiori o non allineate. Inoltre, per ciò che concerne la possibilità di richieste armate per i propri convogli, credo che sia opportuno cernere a seconda della situazione e lasciare alle potenze chiamate in causa la possibilità di accettare o negare assistenza. Sempre nel pieno rispetto delle leggi vigenti e sempre per ciò che concerne forze militari autorizzate al transito attraverso il tunnel spaziale o lo spazio del quadrante Delta. Sarebbe illogico pensare il contrario. Per ultimo, ma per questo non meno importante, sono vicino alla posizione dell'ambasciatore Folin e quindi credo che sia logico richiedere quanto prima un trattato di non-agressione da parte delle maggiori potenze qui presenti. Per un periodo di pace e tranquillità che i cittadini dell'Alleanza e del resto dei due quadranti si meritano.
Sebbene in precedenza abbia avuto parole di dissenso verso un approccio diretto del tunnel spaziale da parte del popolo Saaniano, ritengo che sia indispensabile, come molla primaria che spinga un fiorire di rapporti più sereni, aprire le strade del commercio a loro con una politica economica che io oserei definire d'intesa. E lo stesso deve valere per il popolo Andoriano. D'intesa, già .... qualcosa che possa dare la possibilità di valutare correttamente le loro intenzioni ed al contempo possa soddisfare entrambe le esigenze commerciali. Chiudere i rapporti commerciali con i Saaniani o non sfruttare le potenzialità di un commercio con il popolo Andoriano equivarrebbe chiudere ermeticamente una porta che cela dietro immense possibilità. Abbiamo visto come in questo periodo gli scambi economici con il popolo Cardassiano abbia portato grandi vantaggi. Anche pur non entrando di fatto nell'Alleanza, si può essere molto vicini.
Infine, l'istituzione di politiche commerciali con forze minori. Credo che non spetti a me mostrarvi i lati positivi e i pochi aspetti negativi che deriverebbero da una maggiore influenza economica dell'Alleanza sulle potenze minori e viceversa. Questa e' la linea guida che si dovrebbe intraprendere.
Tuttavia, e' utile tenere a mente un punto fondamentale. L'ambasciatore Folin ha parlato di ristagno dell'economia e della potenzialità del quadrante Alfa. Un problema che da tempo affligge la politica interna ed estera della Federazione e di altre potenze. Ciò e' giusto, insindacabile ma può essere pericoloso aprire di colpo frontiere, spazi e commerci, dando via libera ad una sfrenata colonizzazione, solo per far respirare aria fresca ad un quadrante che, comunque, gode di ottima salute su molti piani.
Il quadrante Delta rischia di accomunarsi, così, nel bene e nel male, al ricordo storico di quelli che furono gli Stati Uniti d'America, sulla Terra, nel periodo successivo alla rivoluzione industriale. La storia ci insegna che questo comportamento così liberale rischia di portare ad un capitalismo sfrenato che, logicamente, porterà ricchezza e solleverà dalla depressione emotiva dei suoi abitanti ma che rischierà, come altro volto della stessa medaglia, di portare, se non adeguatamente regolarizzato, ad una legge del più forte, con vinti e vincitori.
Pertanto, credo che la linea da seguire sia quella di avere un approccio diretto ma cauto. Sicuro e allo stesso tempo consapevole dei rischi. E' la sola soluzione possibile. La più corretta. La più logica."

"Liberalizzazione dei Traffici Commerciali"

Gul Talek - Cardassia

"Signori presenti in questa sala, con questo intervento, è mio preciso scopo fornire una proposta che regolarizzi il commercio nel Delta. Troppe volte la sete di denaro è stata la causa di sanguinosi conflitti. Troppe volte le grandi potenze si sono trasformate in rapaci avvoltoi per ottenere qualche barra di latinum in più. Questo non è più tollerabile. Siamo tutti rappresentanti di popolazioni civili, e non possiamo comportarci come bestie solo per la nostra brama di ricchezza! Liberalizziamo quindi i commerci, permettiamo alle navi commerciali di tutti i popoli di raggiungere il Delta e porre in esso la propria base commerciale.
Badate, signori, che non sto proponendo un modello commerciale totalmente anarchico, e ben lungi dai miei scopi e proporvi ciò. Quello che propongo io è un commercio regolamentato da leggi, stabilite da tutti i popoli per raggiungere una stabilità senza precedenti nella storia."

"Sicurezza e Profitti"

Ambasciatore Lord Veredain - Conf.Saaniana

"Il concetto di creare un commercio completamente libero e solo un'idea che una mente perversa e stupida potrebbe concepire.
Volete che il Delta diventi un luogo dove vige la legge che il più ricco è il più forte? Dove i pianeti sono considerati solo fonti di proventi che quando finiscono si possono gettare nel nulla? Allora liberalizzate il commercio come proposto, entro breve tempo vi ritroverete con le singole corporazioni mercantili che combattono per le ricchezze di un singolo pianeta, popoli sfruttati fino alla consunzione e considerati solo clienti, non persone con diritti oltre che doveri. Non sarà possibile più nessuna colonizzazione perché basterà che qualcuno rivendichi un pianeta, anche un singolo uomo e piani a lungo termine per ridurre la sovrappopolazione crolleranno come castelli di carte. Io non dico che il commercio non debba essere libero ma permettere che l'accesso alle risorse che lo creano devono essere regolamentato. I governi possono fare quello che un singolo cittadino o gruppo economico non possono fare, pensare al bene della razza."

"Il Commercio nel Remoto Delta, Situazione e Rotte Commerciali"

Senatore G'Narr - Imp.Romulano

"Illustrissimi Ambasciatori, nobili rappresentanti dei Vostri Popoli, nel parlarvi del Commercio nel Delta, è mio desiderio proporre alla Vostra attenzione quanto di seguito Vi elencherò.
E' mia precisa intenzione affermare, come sorta di prologo alle mie parole, che il commercio, essendo una questione civile e neutrale, un'attività dinamica della vita d'ogni giorno, che non riguarda da vicino il campo politico, abbia bisogno di una certa situazione per prosperare. Conflitti, insicurezze, dubbi e rivalità suscitano antagonismi e dissapori, pregiudizi e timori, e apportano ai civili pregiudizio ed esternalità negative, poiché si influenza il mercato, che risulta appesantito, rallentato e duramente colpito dal fardello impostogli dalla situazione internazionale, da cui per altro esso dovrebbe risultare indipendente. Citando le parole di un illustre Senatore Romulano, che attualmente è dato per disperso, il preclaro e coltissimo Vorak, caro per me quanto un padre, potrei affermare: "Il commercio e i civili attendono noi, uomini del Senato... in base al nostro operato essi prosperano o si intorpidiscono..."
A mio parere, parafrasando le parole del mio illustre predecessore, il commercio, essendo di così grande importanza, poiché permette in un certo senso la vita stessa, meriterebbe di essere discusso in modo specifico e attento, affinché ciò che è civile non venga a trovarsi in dipendenza da ciò che è militare o politico, ed è particolarmente significativo che io, un Romulano e membro del Senato, dica questo. Come ben sapete nella nostra società il cursus honorum militare condiziona la carriera politica o a volte esse vanno di pari passo. Io per tanto, come la parte del Senato e del popolo che rappresento, ritengo che sia giusto concedere al commercio l'adeguata indipendenza, poiché è giusto che essendo esso neutrale non venga trattato come di parte.
Promuovo dunque, avanzandola qui ed ora, la richiesta che sia steso un trattato riguardo al Commercio Interplanetario, che tenga conto delle seguenti situazioni: Permettere che il commercio possa scorrere libero anche in caso di guerra. Evitare misure come gli embarghi, a meno che non siano completamente necessarie, poiché il peso che impongono grava interamente sui civili e non sull'Esercito o sui Poteri Costituiti che si vorrebbero colpire o infiacchire. Lasciare libero accesso a rotte comuni per navi di popoli mercanti o di civili indifferentemente dalla nazionalità di appartenenza. Effettuare controlli sul carico trasportato in modo tale da non penalizzare né la stabilità della situazione interplanetaria né penalizzare, attraverso un eccessivo rallentamento, le operazioni mercantili.
E' giusto infatti a riguardo dell'ultimo punto che si ponga attenzione alla legalità e alla correttezza... giacché liberare il commercio dall'onere della dipendenza di uno stato, non implica per nulla doverlo allontanare dalla Giustizia! In fin dei conti ognuno dei punti da me accennati richiede attenzioni e cure particolari, nonché un sincero tecnicismo. Propongo dunque, in nome del popolo e del Senato Romulano che io rappresento, che venga affidata ad una commissione composta di specialisti la stesura di un Codice del Commercio Interplanetario, che verrà poi riproposta alle Parti oggi presenti per eventuali emendamenti, aggiunte, modificazioni e repliche o per l'accettazione finale.
Detto questo, ritengo di avere esposto l'argomento nel modo più conciso possibile, per non annacquare i concetti con l'oratoria, limitandomi ad enunciare in modo pieno i fatti e le proposte che il mio intervento intende delineare, affinché le mie parole siano le più chiare e dirette possibili. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti su dubbi o insicurezze, oppure per la mera correzione di errori formali e stilistici che la traduzione nella Lingua Comune abbiano ingenerato..."

"Liberalizzazione dei Traffici Commerciali"

Legato Rashas Estrydos - Andoria


"Presidente ed onorevoli colleghi, i miei assistenti mi avevano preparato un discorso molto interessante e assai circostanziato su quale poteva e doveva essere la politica economica che la Confederazione desiderava che io esponessi e portassi avanti in questo consesso. Ma io sono un politico, non un economista e pertanto mi comporterò come tale. - E accantonò molto teatralmente il dpadd col discorso. - Abbiamo sentito molte affermazioni degne di nota nel corso di questo incontro, alcune condivisibili, altre meno. Del resto, onorevoli colleghi, si è volontariamente quasi sottaciuto il motivo principe per cui si ritiene così vitale questo argomento dal porlo al secondo punto dell'ordine del giorno addirittura prima della discussione sulla tregua o l'eventuale pace fra le potenze qui rappresentate, che invece doveva essere il cuore di questa conferenza.
Signori, che l'economia, e la ricchezza che ne deriva per chi o coloro siano in grado di governare o, se preferite, dirigere il traffico di beni e risorse vitali alla colonizzazione, all'espansione, all'apertura di nuovi mercati e quant'altro in un territorio così vasto come un quadrante galattico, desti gli appetiti anche in chi ci si potrebbe stupire di vederne di tale avida natura, sembra cosa assai naturale, ed il dipingere in tinte fosche quadri che non sono in realtà così catastrofici o apocalittici, può solo mascherare intenti segreti dai quali gli uomini accorti dovrebbero ben guardarsi.
Come altresì dovrebbero guardarsi dall'eccessiva liberalizzazione dei traffici, delle rotte, e dei profitti, ecco la parola magica, che se ne ricavano. Che abbondanza di mezzi implichi abbondanza di tutta una vasta gamma di altri interessanti fenomeni accessori la cui lista potrebbe cominciare dall'influenza politica e non necessariamente terminare con la potenza militare, credo sia patrimonio comune e comunemente condiviso. Una nazione che lasciasse in mano i propri commerci a terzi, per quanto in buona fede ed in amicizia, sempre che di buona fede ed amicizia si possa parlare in questi rapporti dominati dal reciproco interesse, è un nazione votata al suicidio. Mi permetto una piccola citazione che sarà forse più chiara ai terrestri in quanto tratta dalla storia del loro pianeta che non ad altri delegati, ma che a nostro parere esprime assai bene lo spirito dei tempi e dei commerci oggi come allora. Alla base della egemonia su scala planetaria dell'antica nazione dell'Inghilterra stava un piccolo provvedimento noto come Atto di Navigazione che proibiva che merci inglesi venissero trasportate e rivendute da vascelli od empori che non battessero bandiera inglese nei territori sottoposti all'autorità di quella stessa nazione.
Nihil sub sole novum, onorevoli ambasciatori. Niente di nuovo sotto il sole, ed è questo che noi chiediamo: garantire il libero transito ed il libero commercio. Porre in essere le garanzie, che devono necessariamente toccare ad uno Stato, o ad un accordo internazionale che abbia effetti vincolanti in materia come in questo caso, affinché l'economia ed il mercato possano agire in assoluta indipendenza e senza ostacoli. Garantire e preservare per ogni nazione il diritto di fare i propri affari e niente di più. Che siano l'abilità, l'intraprendenza, le capacità dei singoli popoli e gli automatismi del mercato ad assicurare la prosperità e la ricchezza per ognuno di essi. Ogni altro provvedimento, ogni altra risoluzione, ogni altra differente volontà è solo un poco efficace travestimento per nascondere le secolari inclinazioni imperialistiche e neocolonialiste di certuni e le neonate ed inquietanti mire di altri, cui la scienza comune attribuiva respiri ed ideali maggiori e migliori che non l'ottusa politica della fiera di paese o del profitto immediato."

Conclusioni del Secondo Giorno

Capitano Salomon Golovko – Flotta Alleata del Delta

"L'assemblea ringrazia l'ambasciatore Rashas Estrydos per il suo intervento", disse, "e ringrazia per la loro presenza ed attenzione gli ambasciatori Vecma K'Mpec dell'Impero Klingon, ed Elan Barek di Bajor, che hanno rinunciato al proprio intervento su questo tema.
E' emersa chiaramente, dalle relazioni dei signori Delegati in questa seconda giornata di incontri, una volontà tesa alla semplificazione e all'intensificazione degli scambi commerciali nel territorio del Quadrante Delta. Da più parti si sono levate voci intese a sostenere la definizione di nuove norme, chiare e condivise, che facilitino la libera circolazione delle merci e delle persone e società commerciali dedite a questa attività. Questa assemblea pare concorde nell'imprimere una svolta liberista all'economia del Quadrante, collegando all'aspetto più specificamente economico una visione liberale e liberista che sottragga, in qualche misura, i controlli in ambito commerciale ai criteri di gestione del traffico e delle dogane, che al momento attuale risentono logicamente e conseguentemente delle situazioni di rapporti politici e militari.
La Flotta Stellare riveste attualmente un ruolo di protezione ed assistenza, sia per quanto riguarda quest'area, vitale per gli scambi in quanto punto di snodo tra i due quadranti, sia per quanto ha riguardato fino ad oggi le rotte percorse dai convogli commerciali dell'Alleanza e delle forze ad essa vicine. Riveste però anche, come è noto, un ruolo di vigilanza e controllo, affinché tali convogli siano protetti, e affinché questo quadrante, questa base e i territori alleati e amici rimangano sicuri da attacchi o infiltrazioni di forze ostili. Questo è il ruolo della Flotta Stellare, in ultima analisi.
Lasciate che Vi racconti brevemente una storia. La mia famiglia è di origine russa. La mia gente, all'inizio del XX secolo terrestre, diede vita a una grande rivoluzione sociale, politica, economica e militare: questa Rivoluzione colpì e spaventò le altre genti della Terra, che guardarono con sospetto al popolo russo, che usava parole di pace ma era forte di un apparato militare quasi senza precedenti, stava ridisegnando in modi mai visti la vita sociale, e creava ad arte un nuovo sviluppo commerciale sostenuto dall'intera nazione, la più grande del pianeta. Guardavano a noi con sospetto... e avevano ragione.
Il regime che diede vita a quella Grande Rivoluzione, sul fronte interno, fu il più sanguinario di quel secolo. Grazie a due sole persone che si succedettero al potere, una più efferata dell'altra, la vita degli individui fu schiacciata e ridotta a nulla, ci furono fame e persecuzioni come non si erano mai viste sul pianeta, epurazioni nell'ordine delle centinaia di migliaia di individui, deportazioni, campi di internamento e assassini di stato che tolsero la vita a decine di milioni di persone - numericamente molto più di quanto un altrettanto efferato regime, nella vicina nazione di Germania, avesse saputo fare in pochi anni conducendo una guerra feroce. Noi ci prendemmo più tempo, quasi ottant'anni, e sapemmo fare meglio - circa dieci volte meglio, numeri alla mano. Il regime che guidò la nazione russa nel XX secolo distrusse il suo popolo e il suo Paese, con conseguenze che durarono per almeno due secoli; indirettamente, fu l'origine del sorgere di regimi analoghi in altri Paesi vicini, come la Cina - la nazione più popolosa della Terra - dove i danni furono ugualmente ingenti, o la Cambogia - un piccolo Paese dove in nome della stessa dottrina su 6 milioni di abitanti, 3 milioni furono trucidati e le loro ossa sparse nei campi. Il tutto a causa di un libro del secolo precedente... un libro illuminato a suo modo, che fu interpretato per secoli nei modi più atroci. Un libro di sangue che, per la storia dell'umanità, sarebbe assai meglio non fosse mai stato scritto.
Le altre nazioni della Terra, più democratiche pur con le loro pecche, più civili, e via via più progredite, guardarono a noi con sospetto. Commerciarono con la Grande Russia, questo sì, ma senza liberismi, anzi con controlli ferrei e mille attenzioni. Noi tentammo più volte la via militare per espanderci, tentando alleanze con altri sanguinari regimi come quello tedesco o quello cinese, ed estendemmo la nostra sfera d'influenza su una dozzina di altri Paesi un tempo indipendenti, che invademmo, massacrammo e schiacciammo sotto il nostro giogo, e che tenemmo nel nostro medioevo politico e sociale per quasi tutto il XX secolo. Quando non fu poi possibile estendere un aperto conflitto con le altre grandi potenze, che segretamente volevamo distruggere, ampliammo i nostri armamenti mentre parlavamo di pace: e sfruttammo i canali commerciali, turistici e diplomatici per infiltrare plotoni di nostri agenti nei territori nemici, nelle loro città e nelle loro strutture politiche e sociali, al fine di minarli dall'interno, di ricavarne informazioni utili a un conflitto, di sconfiggere con l'inganno quelli che avevamo deciso di chiamare nostri nemici. Avevano ragione di guardarci con sospetto. Avevano ragione di limitare i nostri movimenti per quanto più possibile. Quando quel nostro regime cadde, solo allora le porte del commercio e della collaborazione si aprirono davvero. Fu un percorso lento, lungo e difficoltoso, con mille intoppi, ma nel corso dei due o tre secoli successivi tornammo all'onore del nostro mondo, trovammo il nostro ruolo e la nostra indipendenza politica ed economica, stavolta davvero sotto una bandiera di pace. Non fummo più sottoposti a controlli e verifiche, potemmo espanderci in accordo, e non in conflitto, con altri. Quando arrivò l'era dell'esplorazione spaziale profonda, una delle prime colonie nell'area di Alfa del Centauro fu nostra... io vengo da quel luogo a suo modo storico, su Centauri Minor.
Con questo, a nome della Flotta Stellare che si deve curare, a prezzo delle sue risorse e delle sue vite, di proteggere le popolazioni dell'Alleanza e la loro prosperità, anche commerciale, vi esorto ad essere prudenti. Prudenti nell'applicare le belle teorie economiche non a una realtà astratta, ma alla realtà vera dei rapporti politici e militari esistenti. Prudenti nell'aprire non a un dissennato liberismo, ma a criteri di più libero scambio - indubbiamente necessari, come Voi tutti avete sostenuto - che tengano conto dei rischi che una troppo libera circolazione di merci e genti può comportare.
A quell'epoca, nel XX secolo, la politica dei blocchi contrapposti e confinanti aveva un detto, un acronimo: NIMB. Not In My Backyard, non nel mio cortile. Questo quadrante è il nostro cortile. Questo tunnel spaziale è il nostro cortile. Quest'area di spazio, i territori dell'Alleanza e dei popoli amici, sono il nostro cortile. Il termine nostro sta a indicare che non potremo permettere a chiunque di entrarvi, in virtù di una qualsiasi tesi teorica, senza esercitare i controlli e le verifiche che noi decideremo per la nostra casa, come tutti i popoli fanno. E' curioso notare che le politiche non solo commerciali, estere e interne, di molti tra coloro che oggi hanno inneggiato a questo aperto liberismo di merci genti e culture, in casa loro sono quanto di più statalizzato, invasivo e repressivo sia presente nello spazio oggi sconosciuto. La Vostra illuminata riflessione deve anche riguardare come, chi non concede alcuna libertà teorica o pratica in casa propria, possa oggi richiedere questa libertà in casa altrui senza prima modificare il proprio atteggiamento diretto. La Vostra illuminata riflessione deve anche riguardare i motivi per cui chi non permette a merci e popoli di circolare liberamente in casa propria, voglia rivendicare la libera circolazione d quegli stessi popoli e merci in casa altrui.
La Flotta Stellare è la guardia di una casa: la casa dell'Alleanza. Il suo territorio, i suoi confini, il suo cortile. Not In My Backyard. Traffici illegali, che trarranno inevitabilmente vantaggio da una riduzione dei controlli sulle merci e sulle persone, senza che possano avvenire i necessari scrupolosi controlli, sono e rimarranno NIMB. Presenze di singoli individui o equipaggi con passaporto proveniente dalle forze tutt'ora dichiaratamente ostili, il cui iterato minuzioso controllo non può venir meno, senza che possano avvenire i necessari scrupolosi controlli, sono e rimarranno NIMB. Presenze armate, flotte e navi da guerra, ancorché nascoste sotto la bandiera delle scorte commerciali di queste forze ostili, sono e rimarranno NIMB. Che questa illuminata assemblea ricordi, nel proseguire i suoi lavori, la fondamentale distinzione tra lo spazio come bene comune e lo spazio che fa parte del territorio dell'Alleanza, che la Flotta ha il ruolo di custodire. E ricordi che questa differenza non può portare, come non ha mai portato per nessuno, una omologazione di intenti e procedure: non vi sono solo i diritti di libero commercio di chi vive di questa attività, ma anche i diritti di libertà e sicurezza di chi vive nei luoghi che si vorrebbero destituiti dei legittimi controlli in nome di questo liberismo.
La Flotta stellare è pronta a mantenere il suo ruolo di forza di sicurezza, non solo per garantire l'incolumità del suo popolo e delle attività che esso svolge, anche in ambito commerciale; ma è anche disponibile a prestarsi per garantire la libertà di circolazione per beni e persone, come auspicata da questo illustre consesso. Ma è disposta a questo, a patto che non vengano meno i criteri di sicurezza e di controllo oggi in vigore: che non sono mai stati intesi come un limite alla libera circolazione personale o commerciale, ma come un chiaro limite allo sfruttamento illecito che può essere fatto di questa libertà.
L'assemblea auspica una ridefinizione delle normative di libero scambio delle merci all'interno del Quadrante Delta, nella direzione di uno snellimento delle procedure e di una maggiore apertura delle politiche di libera circolazione dei beni e delle persone. L'assemblea definisce la necessità di un Codice Commerciale che stabilisca univocamente queste normative, per l'uso e il rispetto di tutti i popoli qui rappresentati.
A nome della Federazione, dell'Alleanza e della Flotta Stellare, ringrazio tutti i Delegati presenti e dichiaro concluso il secondo giorno di lavori di questa Conferenza. La terza giornata di incontri avrà inizio domattina alle ore nove e zero-zero."